Attitudini e talenti, attività e professioni, di Mario Costantino

 

Attività e professioni

L’argomento delle attività è trattato nell’opera di Tolomeo, il Quadripartito (la Tetrabiblos), nel quarto capitolo del Libro Quarto dal titolo “La professione”.

Da un esame di questo capitolo, e di quanto troviamo negli autori successivi a Tolomeo che trattano dell’argomento, si comprendono gli elementi da osservare nel tema di nascita.

 

Gli elementi da osservare nel tema di nascita

Alla luce dei principi della dottrina classica, solo in parte ripresi dagli astrologi moderni, per l’argomento dell’attività lavorativa, occorre osservare il Sole, i pianeti che sono mattutini e in levata eliaca [1], il Mediocielo e gli aspetti che si perfezionano, rispetto a questo cardine, dei pianeti di nascita significativi dell’agire e delle azioni. Si tratta di un’indagine articolata devono, quindi, essere osservati molti elementi del tema di nascita: i pianeti veloci, Mercurio, Venere e Marte – significatori naturali delle attività -; il Sole e la Luna; i pianeti che si trovano nella decima Casa; i pianeti configurati alla decima Casa ed al Mediocielo, quindi posti nelle Case: prima, settima, quarta, undicesima, seconda e sesta, principalmente; infine, si osserva sempre la sorte di fortuna (tyche) [2] e la sorte del genio (daimon).

Laddove vi sia nel tema di nascita un pianeta mattutino rispetto al Sole in levata eliaca (un pianeta che è appena emerso dai raggi del Sole) o prossimo al culmine superiore, questo facilita la ricerca del principale significatore che indica le caratteristiche della professione ed è l’elemento da osservare attentamente nei  momenti in cui si realizzano familiarità significative nei moti primi [3].

Quanto appena detto costituisce una chiarificazione di quanto è contenuto nel quadripartito di Tolomeo [4] – il riferimento è al 4° capitolo del libro quarto in cui espone “quali sono le stelle che detengono la signoria delle azioni” – e consente di comprendere le caratteristiche della professione ed il modo in cui si manifesta l’attività lavorativa. Per completezza, riportiamo (nella traduzione di Giuseppe Bezza) le parole di Tolomeo che introducono la questione e varie note di diversi autori:

“La stella che detiene la signoria delle azioni viene assunta secondo due modi: dal luogo del Sole e dal segno culminante. Sarà quindi necessario osservare sia la stella che ha compiuto assai da presso l’apparenza mattutina rispetto al Sole, sia quella al culmine elevato, in particolare allorché prende l’applicazione della Luna (Tolomeo)”.

Il Cardano, nella sua opera, descrive i due modi dell’osservazione, uno rispetto al Sole e l’altro rispetto all’epiciclo.

“Sono due modi distinti che rispondono a due distinti cicli di tempo: rispetto al Sole il ciclo sinodico di un astro errante (anche se intervengono i fenomeni locali che variano da regione a regione), rispetto al culmine, il moto diurno del pianeta.”

Del primo modo abbiamo già detto in quale senso deve essere assimilato ad una applicazione ed invero si tratta del modo medesimo con il quale si osserva nelle geniture femminili il marito [5]. Il secondo modo è presenza o configurazione al culmine. Quali siano queste configurazioni, possiamo desumere da quegli astrologi che hanno elencato i luoghi efficaci per le attività, ovvero quei luoghi che sono configurati al culmine con diametro, trigono e quadrato, assumendo nondimeno solo quei raggi che si producono per “aktinobolia”, ovvero sinistri al culmine, talchè il pianeta acceda ad esso per il moto diurno. Gli autori annoverano anche il raggio trigonico tra il sesto luogo e il culmine, generalmente elencato come supplementare e si può ritenere che questa osservazione debba essere compiuta secondo le regole poste da Paolo d’Alessandria nel capitolo sui luoghi declinanti.” (Schema 4 pp. 1978-203).

 

Tolomeo pone, quale condizione da prendere nel suo senso primo, che gli astri delle attività devono essere assunti per “aktinobolia”, ovvero per moto che “succede”, cioè che va al culmine. Pertanto, in primo luogo, il pianeta che fa levata eliaca e quello che sta al culmine. Poiché sono frequenti i casi in cui nel tema non vi è un astro in levata eliaca o che sta al culmine, gli astrologi di lingua greca indicano una serie di luoghi in cui i pianeti presenti significano l‘attività. Sono i luoghi configurati al culmine in un certo modo, perché sono i luoghi che, esclusivamente per il moto diurno, devono fare figura al culmine.

Ad esempio, un pianeta in seconda Casa, per il moto diurno si configura al culmine finché giunge sul limitare della prima Casa e poi, fino a quando giunge all’Ascendente, e così via. Questo è il senso dell’accedere al culmine. Un poco diverso è il caso, ad esempio, del pianeta posto in sesta Casa: si configura al culmine finché, per il moto diurno, giunge sul limite della quinta Casa, poi non lo è più.

 

I luoghi delle attività

Dopo aver osservato la condizione degli astri delle attività, occorre esaminare, nella figura, i luoghi “idonei” all’attività in misura maggiore o minore, o non idonei.  Vi sono degli schemi al riguardo di Doroteo [6] e Retorio [7] circa i “luoghi attivi”.

Per Doroteo sono attivi: MC, IC, HOR e sorte di fortuna.

Per Retorio sono attivi: HOR, MC, IC e i loro luoghi succedenti (XI e V), inoltre il VI luogo (Efestione e Paolo d’Alessandria aggiungono il II ) e la sorte lunare.

Rappresentando il grafico in forma quadrata distinguiamo luoghi validi (validus), mediamente validi (mediocris) e non validi – ebeti o nulli – (hebes). La sorte di fortuna è quella egizia che varia a seconda se trattasi di nascita diurna o notturna.

Per quanto detto sull’accedere, non veniva ritenuto idoneo per l’agire il quadrante delle Case IX, VIII, VII (quadrante occidentale sopra la terra). I pianeti in questo quadrante non possono indicare l’attività.

Per quanto concerne gli angoli, viene escluso solo l’angolo d’occidente. Mentre, l’angolo più forte è il Mediocielo (MC), a cui segue per importanza il Fondocielo (IC), perché l’opposizione è ritenuta più efficace del quadrato, e l’Ascendente (HOR). A questi, seguono i luoghi succedenti, quindi, prima l’undicesimo, poi il quinto, poi il secondo e poi il sesto, perché trigono al Mediocielo. Tutti gli altri luoghi sono non idonei.

Soffermandoci sull’espressione di Tolomeo “in particolare quando detiene l’applicazione della Luna”, essa si riferisce alla condizione dell’astro che ha familiarità con il culmine.   L’interpretazione  che ritroviamo in alcuni autori successivi a Tolomeo può generare qualche dubbio. Giuntini  (cfr. Giu. I, 708) dice ..”se ha una qualche convenienza con la Luna”. Il Nabod, invece, usa le seguenti affermazioni: “… se sostiene la pulso della Luna”, “… se prende l’agglutinazione [8] della Luna” o “… se è agglutinato alla Luna” e, solo in una circostanza, indica l’espressione “… configurazione con la Luna …”. Ali ibn Ridwan osserva che “l’astro al culmine, se ha aspetto con la Luna, ha virtù grande quanto l’astro che compie apparenza rispetto al Sole.” Solo il Cardano intende in altro modo il passo e afferma che “… si deve osservare l’astro che si applica alla Luna ovvero l’astro da cui la Luna defluisce.”

Riguardo l’espressione di Tolomeo “… sia la stella che ha compiuto assai da presso l’apparenza mattutina rispetto al Sole, sia quella al culmine elevato …”, dovendo fare una scelta tra un astro in levata eliaca ed un astro al culmine, generalmente, l’astro in levata eliaca prevale, a meno che l’astro al culmine non abbia maggiori prerogative e diritti. Pur non dando prevalenza al culmine entrambe le condizioni sono forti e in effetti si equiparano tra loro. Pertanto, se vi sono entrambe queste condizioni, la scelta si fa sulla base delle altre prerogative ulteriori degli astri significatori. Nel caso in cui, ad esempio, vi sia un astro in levata eliaca, non vi è un astro al culmine, ma è presente un astro configurato al culmine, senza dubbio prevale l’astro in levata eliaca.  

“Se vi è un solo astro che risponde ai modi predetti, di quello solo ci serviremo. Ma se non vi è alcun astro che risponde all’uno dei due modi, ci rivolgeremo a quello solo che conviene all’altro modo.  Se poi una stella ha compiuto da presso l’apparenza, un’altra è familiare al culmine o alla Luna, di entrambe ci serviremo, ma assegneremo il primo posto alla stella che ha maggiori diritti di dominio, in forza della prevalenza, secondo il modo che già abbiamo esposto. Se tuttavia non vi è alcuna stella che abbia compiuto apparenza mattutina, né alcuna presso il culmine superiore, verrà assunto il signore del culmine, ma solo riguardo alle occupazioni occasionali: invero i nativi sono allora per lo più privi di un’occupazione specifica.” (Tolomeo)

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I significatori naturali delle attività

L’agire e le attività, secondo Tolomeo, richiedono un moto veloce ed infatti Mercurio e Venere hanno il moto più veloce tra gli astri. Inoltre, anche Marte, pur se il suo moto è più lento del Sole, ha un moto veloce. Ora, Marte, Venere e Mercurio, tutti e tre questi astri, indicano alcune caratteristiche in una forma generale.

“Osserva Albubater che in ogni azione e professione tre cose si riscontrano: la sopportazione della fatica, il desiderio, l’ingegno. Marte presiede alla capacità di sopportazione, alla forza, al vigore e all’audacia nell’intraprendere. Venere al diletto che l’uomo ha nelle proprie opere. Mercurio all’operosità e allo zelo. Pertanto, dalla singola disposizione di ciascuno di questi astri potremmo congetturare di ciascuna di queste qualità.”

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Mercurio significa tutto ciò che avviene mediante la parola e gli scritti.

“(Albubater) Mercurio indica ogni arte che richiede ingegno, la cui cura risiede  principalmente nell’animo e che poco domanda al corpo: la scienza, il diritto, l’insegnamento, lo scrivere, il computare, il consigliare, il persuadere, l’argomentare, il disputare.” 

 

Venere significa  le forme naturali, le arti e ciò che imita la natura “imitatio naturae” e concerne la sua conservazione.

“(Albubater) Venere indica ogni arte ove vi è piacere e diletto, quali la musica, la pittura e in generale quanto chiamiamo le belle arti e la mercatura (il commercio) e infine ogni arte tesa ad imitare o a conservare le opere della natura.”

 

Marte significa e rappresenta tutto ciò che è la trasformazione della natura.

“(Albubater)  Marte indica le arti laboriose, che si compiono con le mani, che richiedono sforzo fisico e vigore, le arti militari, meccaniche, costruttive ed in generale quelle che lavorano le materie prime ed inoltre ogni attività ove vi è rapidità, agilità e fervore e quei comandi civili che richiedono tali cose.”

Se vi sono aspetti e familiarità tra gli astri veloci (la loro unione, commistione mutua o permutazione di luoghi) vi è una buona manualità (“l’abilità delle opere manuali”[9].

Perché poi questi astri siano ritenuti efficaci per indicare l’attività devono sorgere dai raggi del Sole oppure devono formare una figura con il Mediocielo, in quanto il Mediocielo è il luogo deputato alle attività.

“Quando l’astro che assume la qualità delle azioni è mattutino o è nel proprio trigono o confini e ha moto additivo, soprattutto se è nel luogo culminante, il nativo dominerà insieme al re o al despota e riceverà da lui gloria e splendidi regali.” (Doroteo) 

 

Il signifcatore invisibile che era o diventa manifesto

Tra i vari autori, in particolare il Cardano si sofferma nel descrivere quanto indicato dalla condizione del pianeta, significatore delle attività, laddove sia sotto i raggi del Sole oppure sia visibile. In particolare si sofferma a descrivere l’uomo di scienza: gli uomini di scienza che sono e non appaiono; appaiono e non sono; non sono e non appaiono. Queste distinzioni sono vere perlopiù se riferite allo scienziato, ma non sono valide allo stesso modo per le altre professioni; tali distinzioni si basano su un presupposto – e questo avviene spesso ma non necessariamente – che la stella posta sotto i raggi del Sole indica la scienza, la ricerca; quella che è al di fuori indica le azioni. Questa circostanza non si realizza per forza. Inoltre, il Cardano, scrivendo delle qualità dell’animo, parlando di Mercurio precisa che quando sorge dopo il Sole, vespertino, indica piuttosto la scienza, mentre, quando sorge mattutino indica piuttosto le azioni manifeste.

Questa distinzione fa diretto riferimento ai pianeti inferiori.

Mercurio o Venere dopo la congiunzione superiore al Sole (e per tutto il I° quadrante comprensivo della congiunzione, la levata eliaca vespertina fino alla linea di retrogradazione) , vespertini, hanno un moto diretto e veloce (un moto più veloce del Sole) definito “additivo” ed in cui l’apparenza è vespertina. In questo caso, se alla nascita il pianeta è sotto i raggi del Sole, verificheremo se è visibile sette giorni dopo [10] (post).

Se Mercurio o Venere sono nel II° quadrante, in cui il moto del pianeta diminuisce e diventa retrogrado, se alla nascita il pianeta è sotto i raggi del Sole, verificheremo se sette giorni prima era libero dai raggi (ante).

Se Mercurio o Venere sono nel III° quadrante, nella fase di retrogradazione ma nell’apparenza mattutina, il moto è generalmente sottrattivo (per Venere senz’altro) per cui verificheremo se è visibile sette giorni dopo la nascita (post).

Se Mercurio o Venere sono nel IV° quadrante (dalla linea del moto medio fino al tramonto eliaco mattutino e alla congiunzione superiore)  ha moto veloce e “additivo” va verso la congiunzione al Sole, se fosse già invisibile, verificheremo se era visibile sette giorni prima (ante).

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Il signore delle attività

Rifacendoci all’esposizione di Tolomeo, riportiamo i significati del pianeta che, secondo il complesso delle considerazioni esposte, assume il ruolo di “signore delle attività”. Quanto segue descrive l’azione in sé ma anche il modo dell’azione. Nell’osservazione consentita all’interprete, possiamo osservare ciò che rappresenta l’attività, nell’ambito delle tante classi di professioni, e tante altre cose che riguardano il modo con cui si svolgono le attività.

“Questo è pertanto il modo che dobbiamo seguire per giudicare la stella che assume la signoria delle azioni. Ora, la qualità delle azioni medesime si trae dalla natura particolare delle tre stelle di Marte, di Venere e di Mercurio e da quella dei segni(segni e costellazioni) ove si trovano a passare.” (Tolomeo)

Tolomeo dichiara i tre astri significatori dopo aver concluso la questione della scelta del dominatore. Adesso chiarisce che i significatori naturali sono tre, pertanto, non può essere scelto uno qualsiasi dei cinque pianeti, poiché Saturno e Giove sono esclusi dal dominio ed entrano nella questione quali “testimoni”.

L’anonimo commentare al riguardo  dichiara che “… noi consideriamo il Sole in quanto causa dell’agire, mentre, la qualità dell’agire la conosciamo dalla natura propria dell’astro che prende su di sé l’agire medesimo [11]. Ed occorre sapere che non qualsivoglia astro che precede il Sole o è sito nel culmine elevato decerne l’attività, ma solo quello che ha l’autorità di significare  le azioni ovvero Marte, Venere e Mercurio. Questi astri infatti convengono all’attività per il loro moto veloce ed inoltre poiché, trovandosi < sovente > vicino al Sole, sovente fanno a lui corteo. Ma se un altro astro si trovasse in quelle condizioni contribuirebbe secondo la sua propria natura.” (Wolf 150)

“Saturno e Giove [12] non sono significatori naturali delle attività, se rispondono alle condizioni di dominio e non testimoniano i “significatori naturali” non possono significare alcuna attività. Se, invece, testimoniano secondo figura di trasmissione di forza o di natura (pulsatio, receptio, redditus virtutis, largitio, remuneratio) comunicano ciò che è proprio della loro natura [13].” (Albubater) 

Le testimonianze efficaci devono avvenire per figura. Gli aspetti di commistione che si considerano in questi giudizi, se non c’è anche la figura, sono solo quelli di “permutatio”. Come è il caso in cui Mercurio si trova in Capricorno e Saturno si trova in Gemelli, anche se non c’è figura, è ritenuta una permutazione efficace. Diversamente, per le altre forme, in mancanza di figura, il testimoniatore conferisce solo un suo “colore”.

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I testimoniatori e la loro azione

Saturno e Giove possono anche essi significare l’agire ma in un modo particolare.

Se, ad esempio, Saturno fosse l’astro in levata eliaca, potrebbe indicare le azioni se ha dominio sul Mediocielo. Se, però, stando in questa condizione, non si configura ad alcuno dei significatori naturali delle attività (Mercurio, Venere, Marte), in modo da costituire una testimonianza efficace, non significa l’attività ma la persona.

Se Giove è al Mediocielo ed è unito a Mercurio, questa testimonianza di Giove a Mercurio è fortissima.

Se Giove è al culmine nel segno dei Gemelli e Mercurio gli si oppone dal Sagittario (vi è uno scambio di natura), allora, le attività sono improntate a Mercurio e Mercurio ha Giove come testimonianza fortissima e fondamentale.

Per queste considerazioni, per l’argomento delle attività devono essere osservati tutti gli altri pianeti pur sapendo che significano le azioni e la loro qualità solo Mercurio, Venere, Marte.  tutti gli altri astri intervengono come testimoniatori [14].

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Come intervengono i luminari

Sole e Luna con le loro testimonianze non intervengono ad indicare la qualità dell’attività, con la sola eccezione del Sole rispetto a Marte. Inoltre, in dati casi, Sole e Luna possono contribuire non alla qualità ma alla forma del modo dell’attività. Nel caso della Luna, ad esempio, può far comprendere se l’attività riguarda più lo scrivere o il lavoro manuale, e cose di questo genere [15].

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I signori delle attività nei giudizi di Tolomeo

Dal testo di Tolomeo passiamo all’esposizione dei signori delle attività che è divisa in due parti: nella prima vi sono i significati del pianeta che domina l’agire, con giudizi molto vari che devono essere separati e distinti; nella seconda parte i significati che derivano dalle testimonianze di Saturno e di Giove. Poiché la testimonianza dà un’impronta più netta i giudizi sono più omogenei e c’è minore varietà.

Nella prima forma di giudizio osserveremo semplicemente in quale dignità è posto il pianeta dominatore. Di norma, prevale il confine su tutte le altre dignità, mentre il signore del domicilio fornisce informazioni sulla qualità dell’azione  più che sul tipo di attività. Nella realtà dell’indagine spesso “qualità” e “tipo” si mescolano.

La seconda forma è una testimonianza che tecnicamente si può realizzare in due modi.

Il caso in cui il significatore naturale dell’attività non può essere assunto come dominatore generale, ma uno dei pianeti lenti (ponderosi), Giove o Saturno, risponde ai criteri del dominio: si assume quest’ultimo e se questo pianeta “concorda” con il significatore naturale diciamo che lo testimonia.

Il caso in cui vi è un significatore naturale dominatore generale dell’agire che è “concorde” ed “assimilato” a Giove o a Saturno.

Per concordia ed assimilazione, in senso tecnico, si intende la permutazione dei luoghi o la compresenza di figura e diritti. Tale concordia comprende le figure e gli aspetti e le altre forme di assimilazione che avvengono, ad esempio, per l’essere l’uno nel segno dell’altro o per l’essere in segni dello stesso elemento ed avere, quindi, un medesimo trigonocratore, e così via.

Mercurio, Venere e Marte signori delle attività secondo Tolomeo
Passiamo alla descrizione tolemaica delle attività desunta dal signore dell’agire:

“Se la stella di Mercurio dà l’agire crea, sia detto in termini sommari, gli scribi, gli amministratori contabili, gli insegnanti, i mercanti [16], i banchieri, gli indovini, gli astronomi, coloro (i sacerdoti) che sono preposti ai sacrifici ed in generale  coloro la cui attività si svolge mediante documenti, interpretazioni, il dare e l’avere. E se La stella di Saturno porta a lui testimonianza fa gli amministratori di beni altrui o gli interpreti dei sogni o coloro che frequentano i templi allo scopo di profetare e di ricevere ispirazione. Se la stella di Giove porta testimonianza fa i legislatori, gli oratori e i sofisti e coloro che hanno familiarità con i grandi.”  (Tolomeo)

La prima parte comprende attività molto diverse tra loro e che dipendono dalle dignità in cui si trova Mercurio. Se Mercurio è nelle proprie dignità abbiamo gli amministratori, i verificatori dei conti, quanti si occupano di finanza; nelle dignità di Saturno scienziati, interpreti, giudici popolari, diplomatici, notai, funzionari pubblici; in dignità di Giove mercanti, insegnanti, grammatici; in dignità di Marte medici, chirurghi; in dignità di Venere astrologi.

“Se testimonia Saturno crea gli interpreti dei sogni, gli indovini;  se testimonia Giove crea i legislatori, i magistrati, gli oratori facondi e di conseguenza i politici.” (Tolomeo)

“Se la stella di Venere dà l’agire fa coloro le cui attività si svolgono tra profumi di fiori o di unguenti o di vini, colori, tinture, spezie ed ornamenti come ad esempio i profumieri, gli albergatori, i mercanti di vino, gli speziali, i pittori, i tintori, i sarti. 

E se la stella di Saturno porta testimonianza, si hanno i commercianti di beni  voluttuari e di ornamenti: ed inoltre prestidigitatori, avvelenatori, lenoni e quanti vivono di simili occupazioni. Se la stella di Giove testimonia fa gli atleti vittoriosi ed onorati e quanti hanno promozioni grazie alle donne.” (Tolomeo)

Per Marte vi è una diversità nell’esposizione poiché si da importanza alle configurazioni tra Sole  e Marte che specificano meglio i generi di attività indicati da Marte stesso. Con l’espressione “i marinai, gli idraulici” si riferisce ai mozzi e ai pulitori delle cloache.

“La stella di Marte, configurata al Sole, fa coloro che lavorano con il fuoco, quali i cuochi, i fonditori, i fuochisti, i fabbri, i minatori. E se non si trova con il Sole fa quanti lavorano il ferro, come i costruttori di navi, i carpentieri, gli agricoltori, i tagliatori e lavoratori di pietre, i taglialegna ed i loro subordinati.

E se la stella di Saturno testimonia fa i marinai, gli idraulici, i pittori, gli allevatori di bestie feroci, i cuochi, i bagnini. Se è la stella di Giove fa i soldati, i funzionari di polizia, gli esattori delle imposte, gli osti, i traghettatori, gli assistenti ai sacrifici.” (Tolomeo)

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Dominio congiunto di due pianeti

Tolomeo procede nel testo con i giudizi della coppia di pianeti che, per diritti e condizione, assumono insieme il dominio delle attività.

“In seguito, se sono due gli astri che concedono l’agire, se le stelle di Mercurio e di Venere assumono il dominio creano le attività che provengono dalle arti delle Muse, connesse agli strumenti musicali, ai canti, poesie o ritmi; in particolare, quando permutano i loro luoghi, giacché fanno gli uomini di teatro, i commedianti, i mercanti di schiavi, i costruttori di strumenti musicali, accordatori degli strumenti, pittori, danzatori, tessitori, modellatori.

E se la stella di Saturno porta loro testimonianza fa coloro che sono occupati in queste medesime attività ed inoltre i commercianti degli ornamenti femminili. Se è la stella di Giove, fa i giuristi, i supervisori del fisco, pubblici funzionari, maestri dei fanciulli, preposti al popolo.” (Tolomeo)

“Se le stelle di Mercurio e Marte assumono insieme la signoria delle azioni fanno gli scultori, gli armaioli, gli incisori di geroglifici, i modellatori, i lottatori, i medici, i chirurghi (se in dignità di Giove), i delatori, gli adulteri, coloro che agiscono con malizia, i falsari.

Se la stella di Saturno porta loro testimonianza fa gli assassini, i ladri, i rapitori, i briganti , i ladri di bestiame, i facinorosi. Se è la stella di Giove, fa gli uomini d’arme e gli amanti della pugna, energici e abili, curiosi e dalle molte faccende; si immischiano segretamente degli affari altrui traendone i mezzi di vita.” (Tolomeo)

“Se le stelle di Venere e di Marte assumono insieme il dominio delle azioni fanno i tintori, i profumieri, coloro che lavorano e fondono stagno, piombo, oro e argento, gli agricoltori, i danzatori in armi, i preparatori di medicinali, i medici che si servono di farmaci nelle loro cure.

E se la stella di Saturno porta loro testimonianza fa gli inservienti di animali sacri, imbalsamatori di uomini, i cantori lugubri, i suonatori nei funerali, gli invasati, coloro le cui occupazioni sono laddove si svolgono i misteri e i canti funebri e le effusioni di sangue. Se è la stella di Giove, fa coloro che vivono nei templi, gli auguri, i portatori di immagini sacre, coloro che governano le donne, che interpretano i matrimoni e le unioni e che vivono di queste occupazioni in modo voluttuoso ed arrischiato.” (Tolomeo)

Vengono qui indicate delle professioni che non  esistono più come, ad esempio, “i cantori di canti funebri ai funerali”.

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Significati del signore del’agire di Doroteo e di Retorio

Riportiamo alcuni significati, del signore dell’agire, indicati da Doroteo e da Retorio:

“Ora, se è Saturno, produce attività instabili ed espatri o la coscrizione militare, pur se la genitura fosse diurna. Se è Giove fa coloro che hanno ricchezza, gli interpreti della legge, delle cose sacre, i misti (gli iniziati ai misteri), i maestosi, coloro che frequentano la reggia e che si segnalano nelle attività pubbliche e politiche. Se è Venere, i musici, amabili e abili e quanto di meglio Venere significa, nondimeno e la loro condizione e le loro ricchezze sono minori (rispetto a quanto concede Giove). Se è Mercurio, gli avveduti, gli istruiti, i mercanti, i poeti e simili.” (Doroteo) 

“… se l’astro che dà l’azione si trova nel proprio segno, la dà secondo la propria natura, se si trova in segno alieno, diviene compartecipe l’astro che lo riceve. Se ad esempio l’astro che dà l’azione è nei domicili di Saturno sordida o faticosa o biasimevole; in domicili di Marte la dà tramite armi o ferro, fuoco o lavoro del ferro od affari pubblici; in domicili di Venere tramite opere femminili o musica o l’arte del tessere o mediante tinture ed unguenti o la pittura, scultura e simili (…) nei domicili di Mercurio produce attività riguardanti l’educazione e la scienza e lo scrivere discorsi e la prosa e la chirurgia e calcoli e che conducono la loro vita tra pesi e misure e il mercantare e nelle palestre; nel domicilio del Sole fanno coloro che apprendono per istinto e senza maestri e danno arti manifeste e pubbliche o arti attinenti al ferro e al fuoco; nel domicilio della Luna coloro che apprendono da sé.” (Retorio) 

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Il segno e la costellazione del signore delle attività

Tornando al testo di Tolomeo:

“Contribuiscono, inoltre alla varietà delle azioni le forme specifiche e le nature particolari dei “segni (segni e costellazioni)” ove sono le stelle che danno l’agire. I segni antropomorfi (le costellazioni umane) suscitano ogni indagine scientifica ed ogni attività che mostri un’utilità per l’uomo. I segni (le costellazioni) quadrupedi ciò che ha attinenza ai metalli, al commercio, alle costruzioni, alla carpenteria. I (segni) solstiziali e gli equinoziali convengono alle interpretazioni, le mutazioni, l’arte geometrica, l’agricoltura e la religione. I terrestri e gli umidi (le costellazioni terrestri ed umide) alle attività in cui vi è umidità o si svolgono in luoghi umidi e le attività botaniche, le costruzioni navali; inoltre alle sepolture, alla pesca e alla salatura dei pesci.” (Tolomeo)

Laddove parla di attività botaniche, di pesca e di salatura dei pesci, si riferisce ad attività connesse ai processi di conservazione delle derrate alimentari e dei prodotti.

“… quando conosciamo il pianeta che ha il governo delle azioni e vogliamo sapere con certezza la qualità della professione dovremo osservare la condizione di codesto pianeta rispetto ai tre pianeti predetti, giacché l’essenza si determina secondo la sua natura e la natura del segno (segno e costellazione) in cui si trova. Dopo aver saputo questo, osserveremo quale accordo vi è tra loro. E quando avremo conosciuto quale commistione di natura nasce da essi, sapremo con certezza quale sarà la professione.” (Ali ibn Ridwan)

“… i segni devono essere intesi in duplice accezione: secondo la nona e l’ottava sfera. E riguardo alla nona sfera si devono sommamente osservare i confini in cui si trovano i significatori naturali. E riguardo all’ottava sfera non solo in ragione delle immagini stellate, ma anche delle stelle (fisse) unite al significatore naturale. In tal modo il giudizio tende verso la varietà e, al contempo, ad un suo precipuo e singolare significato.” (Nabod) 

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I riferimenti ai segni e alle costellazioni di Tolomeo e dei principali autori sono conformi, in buona misura, alla classificazione aristotelica quadripartita delle arti e dei mestieri secondo cui:

ai segni tropici (Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno) sono riferite le arti che sono radici di tutte le altre: la geometria, qui intesa come l’arte del calcolo e della misura e quindi ogni scienza speculativa, l’interpretare, il filosofare; ai segni tropici è quindi riferito il sapere in sé;

alle immagini umane [17] sono riferite le arti necessarie al vivere umano e sono in generale le discipline morali e civili, in particolare la giurisprudenza e l’educazione;

alle immagini umide sono riferite le arti che imitano le opere della natura;

alle immagini terrestri sono riferite le arti che trasformano ed elaborano.

Per l’argomento valuteremo in quale segno  e costellazione è il signore dell’agire poiché:

i segni zodiacali tropici indirizzano verso le discipline contemplative;

le costellazioni umane (antropomorfe) indirizzano verso le discipline morali;

le costellazioni umide indirizzano verso le arti che imitano la natura;

le costellazioni terrestri indirizzano verso le arti che trasformano ed elaborano.

Tali distinzioni possono costituire un aiuto nell’esame e nelle tante considerazioni, riguardo ai pianeti, ai segni e alle costellazioni, da tenere presenti in questo complesso argomento. Se il signore dell’agire, ad esempio, è in una delle immagini alate (le costellazioni della Vergine, del Sagittario, dei Pesci, dell’Aquila o del Cigno): fa le persone rapide, svelte, quelli che venivano chiamati “i veloci”; e ci dice un qualcosa in più sul “modo” dell’attività ma anche sul “tipo”.

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La Luna, Mercurio e le varie forme di sensitività

Proseguendo con il testo di Tolomeo, vi sono delle specificazioni concernenti la Luna.

“In particolare, se la Luna possiede il luogo dell’azione, procedendo nel suo moto dall’unione al Sole con la stella di Mercurio nel Toro e Capricorno e Cancro fa gli auguri, i sacrificatori, i lecanomanti; in Sagittario e Pesci i negromanti e i suscitatori degli spiriti; in Vergine e Scorpione i maghi, gli astrologhi, coloro che rivelano ciò che è nascosto e che hanno prescienza del futuro; in Ariete, Leone e Bilancia coloro che sono ispirati divinamente, che interpretano i sogni, che scongiurano gli spiriti.” (Tolomeo)

Tolomeo a questo punto si sofferma a descrivere la condizione particolare in cui la Luna “possiede il luogo dell’azione”. Questo si realizza quando la Luna emerge dai raggi del Sole o è unita al Mediocielo. Inoltre, perché ci siano delle capacità sensitive, la Luna deve “procedere” con Mercurio e trovarsi in uno di questi segni [18].

Nel caso in cui la Luna non rappresenta l’attività vera e propria, indicata anche da altri fattori, può comunque indicare queste capacità quando “la Luna procede con Mercurio”.

La condizione della Luna che procede con Mercurio, in molti casi, è rappresentata da figure che avvengono per declinazione. Ai fini di questo argomento sulla sensitività, se questa fosse la natura dell’aspetto tra la Luna e Mercurio e ci sono gli altri elementi che indica Tolomeo, la figura è efficace.

Ad esempio, nella natività di Padre Pio (ora San Pio) la Luna, posta in Cancro, esce dai raggi del Sole e procede con la stessa declinazione di Mercurio, pertanto, determina un’attività che si manifesta come modo di essere dell’animo e incide anche fortemente sul modo di essere fisico [19].

Quando Tolemeo dice “in Toro, Capricorno e Cancro, auguri, sacrificatori , lecanomanti”, intende una catalogazione dal valore disgiuntivo, cioè, in Toro gli àuguri, in Capricorno i sacrificatori e in Cancro i lecanomanti.

In Toro indica gli àuguri e gli indovini – i mantes – [20].

In Capricorno indica i sacerdoti addetti al sacrificio i quali sezionavano la vittima, aprivano le visceri e divinavano dalle interiora, quindi àuguri in questo senso [21].

In Cancro indica la lecanomanzia in cui la superficie divinatoria era costituita dall’acqua contenuta in grandi vasche [22]. Dopo questa triade si prosegue con alcune altre forme di divinazione.

In Sagittario e Pesci indica i negromanti [23] e i suscitatori degli spiriti. Sono le figure di sensitivi che oggi chiameremmo “medium” [24].

In Vergine i maghi – che in epoca ellenistica erano sacerdoti guaritori ed esorcisti della malattia – e gli astrologi [25]. Qui vi comprendiamo anche lo Scorpione che riguarda  in particolare quelli che “rivelano ciò che è nascosto”.

In Bilancia, Ariete e Leone, quelli che sono ispirati divinamente, che interpretano i sogni e che scongiurano gli spiriti. In particolare, in Bilancia interpretano i sogni [26]; in  Ariete abbiamo coloro che sono ispirati divinamente [27]; mentre in Leone abbiamo gli esorcisti [28].

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Il modo, il genere e i tempi dell’attività

Tornando al testo di Tolomeo:

“Il genere delle attività si dovrà pertanto congetturare da tali significazioni secondo la forma combinativa, mentre la loro grandezza si trae dalla forza delle stelle che dominano. Se infatti sono orientali o angolari creano attività indipendenti; occidentali e cadenti dagli angoli, attività subordinate. E se sono sovrastate dalle benefiche, le rendono grandi, gloriose, profittevoli, sicure e decorose; dalle malefiche, umili, prive di stima e di profitto, soggette all’instabilità. Giacché allorquando la stella di Saturno è avversa raffredda e rende mutevoli i colori, quella di Marte porta temerarietà e clamore, entrambe la completa rovina.” (Tolomeo)

Quando Tolomeo dice “Saturno è avversa e … rende mutevoli i colori”, probabilmente si riferisce al colore della carnagione e quindi è l’incarnato. E’ un incarnato instabile, mutevole, del viso quale vediamo nei soggetti malaticci, spesso pallidi, e nei meteoropatici, dall’incarnato mutevole a seconda del tempo che fa.

In generale, la testimonianza di Saturno rende instabile l’attività e soggetta a continue trasformazioni. La testimonianza di Marte potrebbe portare degli eccessi e dissidi, rotture, scandali, cambi di fortuna.

Al fine di soffermarci su un concetto qui fondamentale, riportiamo l’affermazione di Efestione: brama l’agire l’astro che di ciascuno è manifesto”. Qui l’autore intende dire che “esige l’agire” (non può non agire) l’astro che risulta visibile dai raggi del Sole. Questa è la condizione più importante per indicare la persona operosa. L’assenza in un tema di un astro in levata eliaca se non significa di fatto gli inoperosi, perché magari ci sono altri significatori che indicano tante altre condizioni di attività, lascia dei dubbi al riguardo. Al contrario, in tutte le nascite in cui vi è un astro in levata eliaca, che può quindi essere assunto quale dominatore generale delle attività, l’attività viene senz’altro espressa.

Tornando al testo di Tolomeo:

“Il periodo generale dell’incremento e della diminuzione delle attività verrà esaminato man mano dalla disposizione delle stelle, le mattutine e le vespertine, che sono cagione dell’evento che si produce rispetto agli angoli.” (Tolomeo)

Nei momenti in cui si precisano figure per i moti di direzione primaria dei pianeti significatori delle attività potremo congetturare delle caratteristiche e degli eventi concernenti la professione.

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Schemi di Abenragel  e di Retorio

A conclusione dell’argomento, si riporta quanto contenuto negli schemi di Abenragel e di Retorio e una nota di Retorio e di Efestione sulle osservazioni da svolgere per l’argomento delle attività.

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Schema di Abenragel

1. pianeta in prima Casa, X, (IV, VII) orientale al Sole, occidentale alla Luna.

2. in nascita diurna:  il pianeta cui la Luna si applica dopo il novilunio;

in nascita notturna:  la sorte di fortuna; il pianeta a cui si applica la Luna di nascita; il pianeta che ha figura più stretta con la  sorte di fortuna.

3. il pianeta superiore orientale al Sole; il pianeta inferiore occidentale al Sole.

Mancando le predette condizioni (quando non c’è un pianeta in I, X, IV, VII):

in nascita diurna:  il signore del Mediocielo;

in nascita notturna:  il pianeta cui si applica la Luna o da cui si separa il signore della sorte (soprattutto se quel pianeta ha un qualche diritto sulla sorte di fortuna).

Inoltre, nel giorno e nella notte, chi ha maggior testimonianza e vigore tra:

i signori trigonici del luminare del tempo;

il signore dei confini del luminare del tempo;

il signore del Mediocielo.

Osserva le seguenti condizioni:

se un astro è angolare;

se ha diritti sul Mediocielo;

se risponde alla seconda o terza condizione, soprattutto se Marte, Venere, Mercurio sono in X, I, e hanno diritti su questi due angoli;

se ha una figura con il Sole o la Luna;

se ve ne è più d’uno quello che ha maggior dignità e vigore.

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Schema di Retorio

Gli astri presenti nei seguenti luoghi: MC, HOR, IC, XI, II, V, VI, luogo della sorte di fortuna;

L’astro che prende l’applicazione della Luna;

L’astro che compie l’apparenza alla nascita o che ha compiuto o compirà 7 giorni prima o dopo, sia esso mattutino (superiori) o vespertino (inferiori).

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Nota di Retorio:

Mercurio, Venere e Marte remoti (lontani) dal Mediocielo e dall’Ascendente e il signore del Mediocielo < remoto dall’MC e > in segno alieno: inattivi.

Nota di Efestione:

Osserva il signore del culmine elevato: se è configurato o no al culmine; se è orientale o occidentale; se è in segno proprio o alieno.

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NOTE

[1] Nel ciclo luminoso del pianeta rispetto al Sole è il momento (determinato  per un dato orizzonte locale) in cui il pianeta esce dai raggi del Sole ed appare visibile (levata eliaca) e quando il pianeta è ancora visibile e sta per entrare sotto i raggi del Sole (tramonto eliaco). In queste due fasi si realizza la massima operosità del pianeta in quanto ha moto rapido e la massima luce.

Il Sole essendo al sorgere, al grado levante, mattutini sono gli astri nel I e III quadrante, vespertini nel II e IV. Vedasi il commento a Tolemeo di  ´Alī ibn Ridwān, pag. 868 di “Arcana Mundi”, Giuseppe Bezza, 1995. Si pone il Sole all’oroscopo e la sua ascensione obliqua sarà l’ascensione obliqua dell’asse orizzontale; ad essa sottrarremo 90° per ottenere l’ascensione retta dell’asse verticale. Quindi, sistemeremo i pianeti nei quattro quadranti così determinati secondo le loro ascensioni oblique o discensioni oblique.

[2] Per le sorti ci riferiamo al sistema di calcolo successivo a quello adottato da Placido Titi e da Adriano Negusanzio. Qualche anno dopo la morte di Placido, nella ristampa della Coelestis Philosophia del 1675, Francesco Brunacci e Francesco Maria Onorati propongono un metodo di calcolo che mantiene la stessa struttura del calcolo del Placido ma viene svolto interamente sull’equatore operando con l’ascensione obliqua dell’oroscopo e con le ascensioni miste (am) dei luminari, ovvero con le aoch nell’emisfero ascendente e con le doch in quello discendente, in modo da ottenere l’ascensione mista della sorte. Sulle argomentazioni teoriche e le modalità del calcolo, si segnala l’articolo pubblicato all’interno del sito www.cieloeterra.itdell’associazione Cielo e Terra “La sorte oraria, il vero oroscopo lunare”, di Marco Fumagalli, che amplia con recenti riflessioni quanto già indicato nell’altro suo articolo “il calcolo delle sorti secondo Placido Titi” (pubblicato su Linguaggio Astrale n. 103 di giugno 1996).

[3] Il moto primo è il medesimo movimento di direzione primaria. Per il modo del calcolo dei moti di direzione, data la difficoltà di reperire testi di contemporanei sull’argomento, si indica l’opera: “I moti del cielo”, di Marco Fumagalli, recensita nel sitowww.cieloeterra.it,

[4] Claudio Tolemeo: Tetrabiblos, IV libro, 4° capitolo “la professione”.

[5] Nei temi femminili l’esame che concerne l’astro che rappresenta il marito è il medesimo con cui si trova l’astro che significa le azioni. Per una donna la figura del marito è data dall’astro che è orientale al Sole e fa levata eliaca. Come considerazione di carattere generale, in un tema femminile a volte la questione della professione è esattamente antitetica all’aver  marito. Inoltre, si creano dei casi, ad esempio, in cui una donna sceglie la vita familiare, quindi l’avere dei figli e seguire una casa, anziché avere un’attività lavorativa, e questo sia che si sposi sia che non lo faccia; casi di donne sposate che hanno un’attività importante e riconosciuta socialmente; casi di donne che, pur con un’attività importante, hanno scelto o le circostanze le portano a non sposarsi.

[6] Doroteo di Sidone fu un astrologo del I secolo d.C. il cui poema astrologico “Carmen Astrologicum” ebbe grande importanza nell’astrologia di lingua greca, araba e nel medioevo latino.

[7] Retorio, astrologo egizio a cavallo tra il VI e il VII sec. d.C., ultimo periodo dell’astrologia di lingua greca, prima della grande espansione islamica in Siria, in Iran e in Egitto; dopo Retorio infatti non abbiamo grandi astrologi di lingua greca ma abbiamo un’astrologia bizantina, e tutta questa grande parte del mondo cade sotto l’influsso arabo.

[8] La “glutinatio” tecnicamente è una distanza non superiore a 3 gradi che è considerata l’orbita minima di una configurazione, che sia presenza, opposizione, quadratura, trigono, sestile, e così via.

[9] Se i tre astri, Marte, Venere e Mercurio, significatori naturali delle attività, sono configurati tutti e tre tra loro, in vario modo, consentono una più diretta comunicazione delle attitudini nel loro complesso (manuali, tecniche e concettuali) spesso e solitamente indicano un’abilità manuale.

[10] La condizione dei sette giorni si collega simbolicamente al variare delle fasi tra la Luna ed il Sole, dove i sette giorni rappresentano i momenti di mutamento ed alterativi. Dopo circa sette giorni dall’unione Sole/Luna si realizza la prima quadratura, poi, con una cadenza di sette giorni, il plenilunio, la seconda quadratura e la successiva unione Sole/Luna. Secondo questa idea, se entro lo spazio dei sette giorni il pianeta combusto non era combusto o non lo sarà, il pianeta è in una “dinamica”di moto e di luce che non consente di considerarlo combusto a tutti gli effetti.

Un discorso ulteriore deve essere fatto per Mercurio che nella maggior parte del tempo è invisibile. Per questo motivo tutti gli astrologi considerano la combustione di Mercurio diversa da quella di ogni altro pianeta. Se non facessimo così limiteremmo in modo indebito la possibilità che vengano indicate ed espresse, ad esempio, le occupazioni indicate da Mercurio: amministratori, scrittori, uomini di scienza, e così via.

Inoltre, per Mercurio e Venere, pianeti che non si allontanano tanto dal Sole da poter cambiare emisfero nel giorno e nella notte, vi è una considerazione di una “convenienza” di hairesis secondo cui, sappiamo che Mercurio mattutino è rispondente all’hairesis in nascita diurna, Mercurio vespertino in nascita notturna.

Infine, quale retaggio di un’astronomia arcaica, per quanto concerne l’apparire dalla luce del Sole, gli astrologi concordano  nel limitare a 30° di distanza tra il centro del Sole a l’astro che ha compiuto la sua apparizione (emersione dai raggi). Quali considerazioni vicine al concetto di “vis luminis”,  sul sorgere e tramontare eliaco, si riteneva che “il Sole copre tutto un segno con la sua luce” (Autolico, Arato, terzo secolo a.C.). Nella realtà del fenomeno astronomico sappiamo che questa quantità varia a seconda della luce del pianeta e tante altre condizioni.

[11] Come per tutte le questioni, il Sole è causa di tutto ma non indica in sé qualcosa in particolare perché trasmette la “qualità” (per l’argomento delle azioni) dell’agire ad un astro. Dato che l’attività è la condizione più importante nella vita umana, deve essere significata dall’astro che appare dalla luce del Sole.

[12] Albubater definisce Saturno il signore della pigrizia e dell’inerzia, Giove della religiosità e della fede.

[13] (Ali ibn Ridwan) Il “dominatore generale” può quindi essere sia l’uno dei tre astri che significano naturalmente l’agire, sia uno dei due astri che Tolomeo, nei paragrafi precedenti, indica come testimoni, Saturno o Giove. Abbiamo in tal modo nove forme semplici, cui si aggiungono nove forme composite quando intervengono alla questione del dominio due dei significatori naturali e tre forme di composizione multipla, quando i tre significatori naturali concorrono tutti. Componendo insieme tutte le forme abbiamo 46 modi.”

[14] La figura del Cardinale Richelieu presenta il culminare del segno della Vergine. Mercurio si trova ai primissimi gradi del segno della Vergine, mentre il Sole è agli ultimi gradi. In tal modo, Mercurio ed il Sole sono angolari e Mercurio è visibile e fà doriforia al Sole. E’ una doriforia che si realizza al culmine per cui Mercurio “significa” sia per la levata eliaca sia per la sua presenza al culmine. Inoltre, è doriforo al Sole ed è nelle proprie dignità. Per Richelieu ha rappresentato la grande amministrazione dello Stato.

[15] La condizione particolare in cui la Luna indica le attività è in quei casi, come è il caso di Padre Pio, in cui la Luna esce dai raggi del Sole o in cui detiene il luogo del culmine. In generale, l’influenza della Luna può dare un ché di mutevole e variabile all’attività ma, intanto, è un’attività che si manifesta come modo di essere dell’animo e che incide fortemente proprio sul modo di essere fisico, perché, il più delle volte, il divinatore, in quanto tale, in un certo modo muta il proprio essere corporeo perché viene “preso” da questo fatto.

[16] Venere e Mercurio indicano il commercio ma per caratteristiche diverse. Mercurio riguarda maggiormente il mettere a frutto le risorse e quindi è più riferito alle figure del banchiere, del finanziere, dell’investitore, del cambiavalute, e così via. Il mercante, la mercatura in generale e la figura tradizionale del mercante, che ha un proprio magazzino in cui deporre e conservare le merci che porta in giro e che scambia, sono più propriamente attribuite a Venere.

[17] Tolomeo propone una distinzione in due grandi gruppi delle costellazioni zodiacali:

A) I terrestri, che sono l’Ariete, il Toro, i Gemelli, il Leone, la Vergine, lo Scorpione, il Sagittario e la prima parte del Capricorno. I terrestri a loro volta si dividono in:

– antropomorfi: Gemelli, Vergine, prima parte del Sagittario e Acquario;

– quadrupedi: Ariete, Toro, Leone, seconda parte del Sagittario, prima parte del Capricorno. I quadrupedi si suddividono inferini: Leone, seconda parte del Sagittario; domestici: Ariete, Toro e prima parte del Capricorno;

– rettili: Scorpione (lo Scorpione, unica immagine rettile, ha altresì il nome di “velenosa”).

B) Gli acquatici:

– acquatili: Cancro e Pesci in quanto sono interamente nell’acqua;

– parzialmente acquatici: la seconda parte del Capricorno a causa della coda, l’Acquario per la zona della cascata dell’acqua che si versa nel fiume Eridano;

– fluviali: l’Acquario ed i Pesci;

– marini: il Cancro ed il Capricorno.

[18] Rimane il dubbio se in questi segni indicati ci deve stare la Luna oppure Mercurio. Oppure è indifferente che ci sia o l’una o l’altro. Così come non è chiaro se la Luna deve solo applicarsi a Mercurio. A questo proposito il Bonati interpreta che la Luna deve avere un dominio sull’ascendente o sul Mediocielo, in modo che questa forma della Luna che occupa il luogo delle attività è da intendere come uno qualsiasi dei pianeti significatori delle attività. Inoltre, ritiene che qui Tolemeo intende che “se la Luna dal novilunio si dirige a Mercurio”.  In una compilazione di Antioco d’Atene si legge che “la Luna nuova o piena fa gli ispirati dagli dei”, cioè, quelli che divinano. Generalmente le forme della divinazione erano recensite in vari modi e a seconda che avvenissero in stato di veglia o durante il sonno. La seconda forma è sicuramente più comune ed in questo caso il fenomeno dipende non solo dalla Luna in sé, ma da tutta un’osservazione dei pianeti del “temperamento” e di quei pianeti che sono nel terzo e nel nono luogo.

Ancora, secondo quanto dice Tolomeo rispetto ai segni, ogni segno dello zodiaco converrebbe ad una particolare natura del luminare. Egli esclude i Gemelli e l’Acquario, probabilmente per le familiarità di Saturno e Mercurio che indicano i modi della ragione attenta e vigile. Oppure, come osserva il commentatore arabo, Ali Ibn Ridwan, perché in quei segni non c’è alcuna familiarità della Luna, di Venere e di Giove, e il divinare non può darsi senza la familiarità di questi astri (si riportano le riflessioni di Giuseppe Bezza).

[19] Sul presente sito www.astrologiaclassica.it vi è l’articolo dell’autore “Padre Pio Santo? Mistificatore?” che approfondisce alcuni aspetti riguardo la sensitività e la vita di San Pio.

[20] L’esaltazione della Luna e il domicilio di Venere producono la divinazione in Toro.

[21] sacrificatori perché in Capricorno c’é la triplicità di Venere, ma anche le dignità di Saturno e di Marte.

[22] Il Cancro è il domicilio della Luna e segno della triplicità di Venere.

[23] I negromanti sono quelli che attualmente chiameremmo “spiritisti”, ma anche personaggi dell’antichità quali la pizia e le sibille.

[24] Questo è indicato per il dominio di Giove e per l’essere Mercurio in esilio, secondo il Cardano “giacché significa ciò che è contrario alla natura umana quali i morti e i demoni”. Inoltre, sono segni bicorporei – mobili – e quindi significano un duplice divisamento, un duplice modo di intendere.

[25] Presumibilmente  per la triplicità di Venere ed il domicilio di Mercurio.

[26] Cardano dice “a causa delle dignità di Saturno e di Venere”. Il commentatore arabo indica la Bilancia per Saturno, Venere e Mercurio; mentre il Nabod indica, senz’altro per Saturno “perché si dorme”.

[27] Nabod dice “a causa di Marte e del Sole”.

[28] Questo per il dominio del Sole oppure, come dice il Cardano, “perché la natura del Sole si oppone a quella della Luna e siccome alla Luna convengono gli spiriti al Sole conviene l’esorcismo.