Nascite Emisfero Sud - Astrologia Classica

Nascite Emisfero Sud

medioevo

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Nascite dell’emisfero sud della Terra

L’astrologia antica si è sviluppata nell’emisfero settentrionale in popolazioni vissute alle medie latitudini corrispondenti alla fascia climatica temperata. In questa area climatica, dove vi è una chiara distinzione delle quattro stagioni all’interno dell’anno [1], lo “studioso del cielo”, attraverso ripetute osservazioni, ha potuto cogliere la connessione tra determinate figure celesti e il modificarsi di condizioni fisiche, variazioni e alterazioni dei fenomeni biologici: potendosi quindi riferire alle modificazioni climatiche, al crescere e al deperire degli organismi biologici, al mutare periodico della condizione della vita e degli eventi degli esseri umani. All’interno di questa concezione del mondo è stato creato un “linguaggio delle stelle” che l’Uomo può cogliere. Si tratta di una scienza arcaica in cui matura una riflessione dei “mattoni fondamentali”, che possano dar conto di una genesi e di uno svolgersi della vita, che vengono denominati “elementi primi” ed “umori” e su cui si fondano i principi astrologici di base. L’interpretazione della mescolanza unica ed originale di elementi ed umori, momento per momento e luogo per luogo, fornisce uno strumento di indagine su aspetti importanti della vita fisica e biologica e della vita dell’uomo (ecco perché la prima considerazione deve riferirsi alla “qualità”, intesa in senso astrologico, del luogo e del momento in cui si nasce). Intuitivamente, lo “studioso delle stelle” aveva compreso che il momento origine della nascita fisica (concepimento e nascita) contiene in sé informazioni fondamentali di un patrimonio e di un percorso biologico costituito da un’origine, una crescita, uno sviluppo e una fine. Lo scienziato moderno comincia oggi, attraverso lo studio del DNA, a decifrare informazioni del patrimonio genetico (la memoria dell’evoluzione delle “esperienze” dell’uomo nei millenni) e di fattori organici fondamentali.

All’’interno di questa idea della genesi e del mondo, questi due fattori (luogo e momento della nascita) conferiscono una qualità e caratteristiche sempre diverse con cui possiamo interpretare (o tentiamo di farlo) quanto viene mostrato dalle figure celesti (le relazioni dei luminari, dei pianeti e delle stelle rispetto al centro della Terra). Detto in termini che possono apparire anche troppo semplici, “l’atmosfera in cui si nasce” (se nasciamo in primavera o in inverno, in un luogo molto secco o molto umido, e quindi la particolare “mistione” di caldo o freddo, di umido o secco) crea circostanze sempre diverse che “rappresentano” (ma non li generano) i differenti modi con cui si “svolgono” i mutamenti biologici e si esprimono gli eventi della vita umana. Secondo questa concezione, alla primavera, all’estate, all’autunno e all’inverno, attribuiamo caratteristiche e qualità che sono valide e devono essere considerate nel medesimo modo anche per le nascite dell’emisfero Sud, dove il procedere delle stagioni è contrario a quanto avviene nell’emisfero Nord. Quando in Italia o negli Stati Uniti o in Giappone è primavera, nell’America del Sud o in Sudafrica o in Australia è autunno; quando nell’emisfero Nord è inverno, nell’emisfero Sud è estate, e così via [2].

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Calcolo del tema di nascita: i due emisferi della Terra

Nel calcolo della figura della nascita nell’emisfero Nord per prima cosa andiamo a convertire l’ora civile (locale o di fuso) in tempo universale (T.U.). Nelle località poste ad Est del meridiano di riferimento (Greenwich) si sottrae il fuso orario all’ora civile. Nelle località poste ad Ovest di Greenwich si somma il fuso orario all’ora civile. Nelle effemeridi cerchiamo il tempo siderale di Greenwich delle ore 0,00 del giorno di nascita a cui si aggiunge la longitudine (convertita in tempo) del luogo della nascita, se la località è ad Est, o si sottrae tale valore se la località è ad Ovest di Greenwich. Il tempo trascorso dopo le ore 0,00 viene poi diviso per il coefficiente di accelerazione del tempo siderale (il cui valore è 0,9972696) per determinare il tempo siderale locale.

Dal tempo siderale locale otteniamo l’Ascensione Retta del Medio Cielo e la sua longitudine zodiacale. Sommando 90° all’Ascensione Retta del Medio Cielo otteniamo l’Ascensione Obliqua dell’Ascendente (od oroscopo di nascita) e la sua longitudine zodiacale. Si prosegue nel tracciare i quattro cardini e lo schema dei dodici segni zodiacali. Utilizzando uno dei sistemi di domificazione riportati dalla tradizione, consultiamo le tavole dei poli (o procediamo con le relative formule trigonometriche) per il calcolo (per quanto mi riguarda, con il sistema placidiano [3]) delle ascensioni miste che ci consentono di definire le cuspidi delle Case successive e seguenti i cardini ASC/DISC, MC/IC.

A questo punto, le effemeridi astronomiche forniscono longitudini, latitudini e declinazioni del Sole, della Luna e dei pianeti per le ore 0,00 di ogni giorno dell’anno [4]. Da una interpolazione dei valori che precedono e seguono il momento di nascita, otteniamo la longitudine, la latitudine e la declinazione dei pianeti per l’istante della nascita. Si procede, infine, nel calcolo degli altri elementi della natività.

In caso di nascita nell’emisfero Sud andiamo a convertire l’ora civile (locale o di fuso) in tempo universale (T.U.). Nelle località poste ad Est del meridiano di Greenwich si sottrae il fuso orario all’ora civile, per le località ad Ovest si somma il fuso orario. Nelle effemeridi cerchiamo il tempo siderale di Greenwich delle ore 0,00 del giorno di nascita a cui si aggiunge la longitudine del luogo della nascita se la località è ad Est o si sottrae tale valore se la località è ad Ovest di Greenwich. Il tempo trascorso dopo le ore 0,00 viene poi diviso per il coefficiente di accelerazione del tempo siderale per determinare il tempo siderale locale.

Fino alla determinazione del tempo siderale locale o angolo orario del punto gamma, 0° Ariete (che è il primo segno primaverile dell’emisfero Nord [5]) si procede nel medesimo modo previsto per le nascite nell’emisfero Nord. Per quanto concerne le nascite nell’emisfero Sud il nostro sguardo verso il Mediocielo compie un giro esatto di 180°, quindi occorre sommare 12 ore al tempo trovato per ottenere il vero tempo siderale locale della città posta nell’emisfero australe, ovvero l’angolo orario di 0° Ariete (del primo segno primaverile dell’emisfero Sud [6]) Conseguentemente, tutti i “nomi” dei “Segni” che useremo devono essere riferiti al ciclo stagionale che si genera nell’emisfero Sud, quindi, l’Ariete è il segno in cui il Sole entra il 23 settembre (Bilancia nell’emisfero Nord), il Cancro è il segno in cui il Sole entra il 21 Dicembre (Capricorno nell’emisfero Nord), e così via [7]. In definitiva, nel redigere la figura di nascita dell’emisfero Sud aggiungeremo 12 ore (ore corrispondenti a 180°) al tempo siderale locale (calcolato per nascite nell’emisfero Nord) per porci nella giusta prospettiva e nella giusta osservazione del cielo australe.

I nomi dei segni immateriali, dei dodici settori dello zodiaco tropico, sono, in realtà, di pertinenza delle costellazioni (le immagini celesti) e non dei segni. Nel tempo, la sovrapposizione di significati tra immagini e segni è stato motivo di fraintendimenti. I segni astrologici non hanno nome e per definirli in modo corretto occorre rifarsi alle specifiche qualità, dignità e debilità relative ad ognuno di essi [8]. Ad esempio, l’Ariete è primaverile, equinoziale, curvo od obliquo, di declinazione Nord o settentrionale o boreale o destro, … equipotente e vedentesi con la Vergine e comandante i Pesci, insieme con il Leone ed il Sagittario, maschile diurno, igneo … regale, egemonico, caldo, secco, collerico, animoso, carnoso … liberale, direttivo, domicilio di Marte, esaltazione del Sole, triplicità di Sole e Giove … e così via. Per questa ragione quando nell’emisfero Sud è primavera dovremo parlare di “Segni” primaverili (procedendo a sommare 180° – aggiungere 12 ore – ai dati astronomici contenuti nelle effemeridi), denominati Ariete, Toro e Gemelli, per le nascite che si realizzano dal 22/23/24 settembre al 21/22/23 dicembre [9]. Cambia la prospettiva visuale ed il movimento della volta celeste perché il nostro punto di osservazione si capovolge [10]. Si procede al medesimo modo, poi, per il calcolo dell’Ascensione retta del Medio Cielo e delle cuspidi delle Case. Per quanto concerne la determinazione delle coordinate eclittiche dei pianeti dobbiamo aggiungere 180° alla longitudine ed invertire il segno della declinazione e della latitudine (perché ciò che è sopra l’equatore per l’osservatore del cielo posto nell’emisfero Nord, risulta sotto l’equatore per chi osserva e si trova nell’emisfero Sud). Per quanto concerne la posizione (e vicinanza visuale) dei pianeti rispetto alle stelle fisse, nulla cambia tra emisfero Nord e Sud tranne la considerazione della posizione (lo stare al di sotto o al di sopra), del pianeta rispetto alla stella e di entrambi rispetto all’equatore [11].

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NOTE

[1] Le stagioni astronomiche sono periodi all’interno dell’anno caratterizzati dal variare della declinazione del Sole e dalla diversa altezza del Sole sull’orizzonte a mezzogiorno. Questo è dovuto al fatto che la Terra, durante lo spostamento lungo la sua orbita, si presenta diversamente inclinata rispetto ai raggi solari. Nelle stagioni calde il Sole è più alto sull’orizzonte, si verifica un incremento di luce ed un valore di declinazione Nord – positiva –; nelle stagioni fredde il Sole è più basso sull’orizzonte, si verifica una diminuzione della luce ed una declinazione Sud – negativa -.

Il variare della declinazione e degli archi diurni e dell’altezza meridiana del Sole alle diverse latitudini, modifica in modo sensibile la durata del giorno (tranne che all’Equatore)  e l’intensità dei raggi luminosi con dirette conseguenze sulle variazioni di temperatura, il modificarsi e la natura dei venti e dei principali fattori meteorologici che contrassegnano le stagioni climatiche.

[2] Sulla questione che già ai suoi tempi riguardava considerazioni non solo teoriche, Gerolamo Cardano, grande matematico, medico e filosofo, nato a Pavia e vissuto tra il 1501 ed il 1576, riprendendo la dottrina tolemaica, aveva sostenuto la necessità di invertire le dignità planetarie (ovvero i segni astrologici) nell’erigere il tema di nascite avvenute nell’emisfero Sud.

[3] Il metodo di domificazione di Placido Titi, che è il medesimo di Ibn Ezra e di Girolamo Diedo, si fonda sulla divisione del moto diurno. Ogni semiarco, diurno o notturno, viene suddiviso in tre parti uguali, pari a 2 ore temporali ciascuna ed i circoli orari che passano per i punti di divisione rappresentano i confini tra una Casa e l’altra. I punti in cui i circoli orari attraversano l’eclittica sono le cuspidi delle Case.

[4] Dal Polo del mondo si dipartono i circoli di declinazione, dal Polo dell’eclittica i circoli di latitudine. Ora, le coordinate astronomiche delle effemeridi (tempo siderale, longitudine e latitudine eclittica, declinazione) si calcolano, per consuetudine, relativamente all’emisfero Nord. Per rispettare una realtà astronomica, dovrebbero essere compilate delle effemeridi per l’emisfero Sud, perfettamente simmetriche alle altre.

[5] “A causa della precessione degli equinozi, ogni 25.800 anni – calcolati in base allo spostamento attuale – il punto gamma coincide con l’inizio della costellazione dell’Ariete; e come quest’ultima è tutta compresa entro il primo segno immateriale, così lo zodiaco stellato, nel suo complesso, risulta coincidere con lo zodiaco tropico. In realtà mai può verificarsi una precisa sovrapposizione delle 12 immagini celesti, separate l’una dall’altra da spazi interstellari (in alcuni casi enormi, come tra Ariete e Toro) e ognuna di diversa grandezza, alle corrispondenti 12 suddivisioni dell’eclittica, ciascuna di 30°. L’epoca a noi più vicina che ha visto tale coincidenza (III sec. a. C.) è la stessa nella quale il corpus teorico dell’astrologia si andava formando”. (nota 18 della relazione di Joe Fallisi “Maradona e l’emisfero australe”, Atti II Congresso Internazionale di Astrologia del CIDA, Venezia 1997)

“Riguardo ai segni zodiacali, cominciamo con quella dodicesima porzione dell’eclittica che giace a nord del punto di intersezione dell’equatore e dell’eclittica, in conformità al secondo moto, ovvero alla precessione degli equinozi. In questo modo, il solstizio estivo cadrà sempre all’inizio del quarto segno, il solstizio invernale all’inizio del decimo.” (al-Bîrûnî, Gli astri, il tempo, il mondo. Viaggio nell’India segreta, Xenia, Milano 1997, p. 210)

[6] I segni zodiacali sono stati stabiliti nella fascia temperata, dove le stagioni assumono una distinta fisionomia chiaramente percepibile da un punto di vista climatico. Il momento di equinozio primaverile (cioè uno dei due punti di intersezione dell’eclittica con l’equatore celeste), per l’emisfero nord indica una porzione dello zodiaco immateriale (dodecatemorio), che ha preso il nome di Ariete, i cui gradi hanno declinazione Nord rispetto al Polo elevato di riferimento.

“Dal punto di vista astronomico, le due fondamentali caratteristiche dei segni sono l’una in rapporto agli equinozi (declinazione Nord o Sud), l’altra relativa ai solstizi (velocità ascensionale). All’equinozio di primavera comincia la declinazione Nord del Sole (positiva, sopra l’Equatore celeste) e va crescendo fino al solstizio d’estate (Ariete, Toro, Gemelli, dove il Sole aumenta la durata del giorno, ha declinazione Nord e crescente); poi, essa diminuisce progressivamente fino all’equinozio d’autunno (Cancro, Leone, Vergine). Da questo punto il Sole inizia ad avere declinazione Sud (negativa, perché si trova sotto l’equatore celeste) continuando a discendere fino al solstizio d’inverno (Bilancia, Scorpione, Sagittario); da dove quindi risale, fino a raggiungere nuovamente l’equinozio di primavera (Capricorno, Acquario, Pesci). E mentre dal solstizio invernale a quello estivo i segni si levano con moto più rapido, in meno di due ore equinoziali (Capricorno, Acquario, Pesci, Ariete, Toro, Gemelli: segni curvi od obliqui, di corta ascensione), dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno essi sorgono con moto più lento, in più di due ore equinoziali (Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario: segni retti o diritti, di lunga o retta o diritta ascensione)”. (passi della relazione di Joe Fallisi “Maradona e l’emisfero australe”, Atti II Congresso Internazionale di Astrologia del CIDA, Venezia 1997)

[7] “(…) All’inizio dell’osservazione del cielo, vi è la determinazione delle posizioni celesti rispetto all’orizzonte, in seguito rispetto a stelle prese a riferimento o in base alla via del Sole, come in Babilonia, o all’equatore come in Cina; quindi si stabiliscono le longitudini prendendo a riferimento il transito di stelle brillanti al meridiano. Infine, con la determinazione di uno zodiaco slegato dalle costellazioni, matematicamente ripartito e fissato agli equinozi e ai solstizi, le longitudini vengono stabilite a partire dall’equinozio vernale. In particolare, questi due ultimi metodi convissero nel periodo greco-romano. Dice Neugebauer che ‘furono precise ragioni matematiche quelle che indussero a introdurre un grande circolo ben definito che misurava la progressione del Sole e dei pianeti rispetto a sezioni lunghe esattamente 30 gradi. Anzi, lo zodiaco non fu mai altro che un’indispensabile idealizzazione matematica e venne usato esclusivamente ai fini del computo astronomico’.” (G. Bezza, Arcana Mundi, vol. I, op. cit., pp. 111-112)

[8] “Ad ogni segno dello zodiaco, – nota Abdar-Rahmanas-Sûfi – ‘è stato dato il nome della figura ritrovata al tempo delle osservazioni’, ma di norma nell’astrologia araba e persiana, contrariamente all’abitudine dei compilatori bizantini, non vi sono per i segni dello zodiaco immobile simboli speciali, ma essi sono numerati semplicemente da 0 a 11” (G. Bezza, Arcana Mundi, vol. I, op. cit., pp. 114-115) “secondo l’ordine alfabetico detto abjad, che rappresenta l’uso delle lettere dell’alfabeto secondo il loro valore numerico (hurûf al-jummal)” (G. Bezza in al-Biruni, L’arte dell’astrologia, Mimesis, Milano 1997, p. 139).

“Sia la natura dei segni, sia quella delle immagini è costante: sempre il segno dell’Ariete è maschile, diurno, mobile, sempre l’immagine dell’Ariete è quella di un quadrupede, le cui stelle nelle corna hanno temperamento simile a quello di Saturno e di Marte, quelle nella coda a quello di Venere, etc. Diciamo che entrambe queste nature sono costanti, perché non vengono mutate dal succedersi del tempo (…): l’astrologo prudente deve unire l’immagine al segno e da questa unione nasce una terza natura per giusta mescolanza (…).” (G. Bezza, Commento al primo libro della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo, op. cit., p. 240)

Cfr. V. Nabod, Astronomicarum institutiones libri tres, Venetiis 1580, Cap. 11.

[9] Nei due equinozi, all’equatore, il Sole è allo zenit e l’asse terrestre risulta perpendicolare ai raggi del Sole; ora la durata del giorno (12 ore) è uguale alla durata della notte. Nell’emisfero boreale il 20-21-22 marzo inizia la primavera, in quello australe l’autunno; nell’emisfero boreale il 22-23-24 settembre inizia l’autunno, in quello australe la primavera. Nella fascia temperata, sia dell’emisfero boreale, sia dell’emisfero australe, il Sole non giunge mai allo zenit ma culmina a metà della volta celeste. Più ci si sposta dai tropici verso l’Equatore più le stagioni, e la quadripartizione espressa nella fascia temperata, perde progressivamente le sue distinzioni che si annullano completamente all’Equatore.

Nell’emisfero boreale al solstizio d’inverno (tra il 21-22-23 dicembre) l’asse terrestre è inclinato in modo che i raggi solari siano perpendicolari al tropico del Capricorno. La notte ha il maggior numero di ore  (ci troviamo all’inizio dell’inverno), la calotta polare artica è completamente in ombra e quella antartica completamente in luce. Nell’emisfero australe in dicembre il giorno ha la sua massima durata e ci troviamo all’inizio dell’estate. Al solstizio d’estate (tra il 21-22-23 giugno) la situazione dei due emisferi è esattamente opposta e simmetrica.

[10] “(…) se badiamo alle cause naturali dobbiamo riconoscere che nell’emisfero australe non solo i domicilî, ma le dignità tutte degli astri sono altre che nel nostro emisfero: se i tempi della primavera e delle altre stagioni discordano nei due emisferi, discorderanno tra loro anche i tempi annui dei segni zodiacali che muovono il loro principio dalle stagioni medesime. (…) Si noti che il mantenere la medesima ripartizione dei domicilî conduce facilmente l’astrologo a commettere mostruosità astronomiche: quando nell’emisfero Nord è estate, i segni dello zodiaco si comportano nell’emisfero Sud come i corrispondenti segni invernali ovvero ascenderanno in tempi sempre più rapidi, mentre nell’emisfero Nord sorgeranno lenti e tutti i moti non risponderanno al vero. Morin < De Villefranche > elude questa difficoltà operando vigorose correzioni della differenza ascensionale, violentando così la causa prima dell’assegnazione dei domicilî, la quale risiede (…) nel moto. I segni dello zodiaco non sono simboli arbitrarî, sussistono in virtù dell’illuminazione annua del Sole sulla terra e il processo di questa illuminazione solare ha tempi diversi nei diversi emisferi.” (G. Bezza, Commento al primo libro della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo, op. cit., p. 315)

[11] I nomi dei punti cardinali dell’orizzonte, stabiliti nell’antichità e che nel tempo hanno assunto una valenza valida in qualunque luogo della Terra, sono stati stabiliti in relazione all’emisfero Nord. Nell’emisfero Nord, guardando a Sud, vediamo il sorgere (Est) del Sole alla nostra sinistra. Giungendo per la prima volta in qualche località dell’emisfero australe potremmo rimanere disorientati nel constatare che il sorgere del Sole (Est), guardando a Sud, avviene alla nostra destra.