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Nella concezione degli antichi tutto quanto rientrava nel campo di una percezione sensibile, consentita dai nostri sensi fisici, poteva essere interpretato dall’osservazione delle “luci in cielo”. L’astronomia arcaica riusciva a cogliere una dimensione propriamente matematica dei più vari fenomeni da cui non poteva essere disgiunta una connessione stretta con la vita degli esseri viventi.

Nell’antichità l’astrologo era consultato ordinariamente per i motivi più disparati: per fornire indicazioni sull’andamento del tempo – al fine di fronteggiare l’attacco di parassiti, le calamità naturali e favorire il buon esito dei raccolti -; per fornire indicazioni sull’andamento epidemiologico – e comprendere il tipo di decorso delle malattie, più o meno gravi, della stagione -; per fornire indicazioni sui possibili mutamenti politici e sull’andamento dei mercati; per stabilire il momento più favorevole per intraprendere un’azione di guerra, iniziare un viaggio, avviare un commercio, costituire una società, stipulare alleanze o accordi e così via.

Nella dimensione pratica della vita degli antichi, l’indagine psicologica attuale rientrava nella più ampia osservazione che l’astrologo effettuava delle caratteristiche  del corpo – il temperamento o crasi – e di una  disposizione dello spirito o qualità dell’animo: componente psichica, animica e spirituale. 

Traccia scritta di pronostici tratti dall’osservazione delle fasi e delle posizioni delle stelle e dei pianeti risalgono a 3000 anni prima della nascita di Cristo in Mesopotamia. Le conoscenze astrologiche classiche abbracciano un periodo che si situa, grosso modo, dal 500 A.C. fino al 1600. In questo arco di tempo, pur nella presenza di una grande varietà di tecniche ed osservazioni, risultano ancora riconoscibili i medesimi principi ed il medesimo linguaggio. Dal 1700 in poi l’astrologia dotta esce dagli insegnamenti delle università e, con una forte contaminazione di elementi magici, alchemici, esoterici, se ne conserva una conoscenza, limitata agli iniziati, all’interno della grande varietà di sette e organizzazioni che proliferano nella seconda metà dell’ottocento (Spiritismo). E’ in questo periodo che si conferma una definitiva perdita di contatto con la complessità dei procedimenti e delle tecniche facenti parte della struttura originaria dell’astrologia antica.

L’astrologia contemporanea, della prima parte del novecento fino ai giorni nostri, riprende i caratteri di base dell’astrologia antica, avendone perduto alcuni elementi fondamentali, elaborando riccamente gli elementi della psicologia del profondo e della psicanalisi. 

 

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