L’Arte, la Scienza, l’Ingegno di Leonardo, di Mario Costantino

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Notizie biografiche

Leonardo è stato pittore, scultore, musicista, scenografo, disegnatore, architetto, ingegnere, progettista, inventore, anatomista e scienziato. Si è occupato di studi in tanti campi della conoscenza tanto da essere considerato uno dei più grandi geni dell’umanità [1]. Nasce ad Anchiano (frazione di Vinci), primogenito del notaio ser Piero da Vinci, di famiglia facoltosa, avuto da una relazione illegittima con una donna di categoria inferiore, Caterina. Il nonno Antonio, anche lui notaio, riporta in un libro notarile la notizia della nascita di “Lionardo”, indicando il sabato 15 aprile 1452 a tre ore di notte. Già nel 1452 il padre Piero sposa Albiera di Giovanni Amadori, da cui non avrà figli. Per la madre Caterina viene cercato un marito che accetti la situazione di ragazza madre e, nel 1453, sposa un tale Piero del Vacca, forse un mercenario. Nonostante il suo status illegittimo, Leonardo è ben accolto e vive nella casa paterna con la madre, anche dopo le nozze di entrambi i genitori. La matrigna Albiera muore appena ventottenne nel 1464, quando già la famiglia si era trasferita a Firenze. Il padre (Ser Piero) si risposò tre volte ed ebbe sei figli dalla terza moglie, Margherita, ed altri sei figli dalla quarta moglie. Leonardo ebbe pochissimi rapporti con i dodici fratellastri e sorellastre, molto più giovani di lui che, alla morte del padre, riuscirono, dopo una contesa legale, ad estrometterlo dall’eredità dei beni paterni. Molto presto (si ipotizza a dieci anni, ma, verosimilmente, è stato qualche anno dopo), osservate le doti espresse da Leonardo nei suoi disegni, il padre ottiene che il ragazzo venga preso come apprendista presso la bottega di Andrea Verrocchio. Si pensa che fino ad allora il ragazzo sia rimasto in campagna nella casa dei nonni dove avvenne la sua educazione, piuttosto disordinata e discontinua. In questo periodo impara a scrivere con la sinistra e a rovescia, in maniera speculare alla scrittura normale. Nel 1469 il padre diviene notaio della Signoria fiorentina e, tra il 1469 ed il 1470, per il già riconosciuto talento per il “disegnare et il fare rilievo”,manda Leonardo nella bottega di Andrea Verrocchio, una delle più importanti di Firenze e una vera fucina di nuovi talenti. Nella bottega si svolgevano varie attività: pittura, varie tecniche scultoree (su pietra, fusione e cera persa e intaglio ligneo) e le arti “minori”; comprendeva l’apprendimento di nozioni di carpenteria, meccanica, ingegneria ed architettura. La pratica del disegno veniva fortemente stimolata, quasi a diventare il linguaggio comune dei vari collaboratori. Questa omogeneità oggi rende difficile alcune attribuzioni di opere uscite dalla bottega, se sono da riferire alla mano del maestro o a un determinato allievo.

L’esperienza formativa poteva definirsi conclusa nel 1472, in cui Leonardo è già riconosciuto come pittore autonomo (viene menzionato nella compagnia di San Luca dei pittori fiorentini), pur mantenendo la collaborazione col maestro Verrocchio ancora per diversi anni. Il Paesaggio con fiume è la prima sua opera certa che reca la data del 5 agosto 1473. Già nel Battesimo di Cristo degli Uffizi, appaiono alcuni motivi dello stile leonardesco, che superano i limiti dell’insegnamento di bottega: la decorazione basata su motivi fluenti, l’attenzione agli elementi vegetali o all’espressività dei volti, spesso ritratti con un sorriso ambiguo, la resa spaziale ed atmosferica unificata, nonché i primi accenni ad uno stile sfumato. Nella sua giovinezza Leonardo scolpì alcune teste femminili che ridono e delle teste di putti. Non ci sono opere scultoree esistenti chiaramente attribuibili a Leonardo, pur se di recente si ritiene di potergli assegnare un Busto di putto di una collezione privata. Dopo le prime opere indipendenti (la Madonna Dreyfus, la Madonna del Garofano, l’Annunciazione, il Ritratto di donna) vi è il periodo, dal 1474 al 1478, in cui non si conoscono opere di Leonardo. L’ipotesi che si fa è che Leonardo, ancora incerto sul proprio futuro, si avvicina al mondo della scienza frequentando l’anziano geografo ed astronomo Paolo dal Pozzo Toscanelli. Inoltre, ha modo di approfondire l’anatomia (assistendo alla dissezione dei cadaveri) e di studiare la fisica e la meccanica tramite esperimenti diretti. L’8 aprile 1476 viene presentata una denuncia anonima agli Ufficiali di notte e de’ monasteri contro diverse persone, tra le quali Leonardo, per sodomia consumata verso il diciassettenne Jacopo Saltarelli. Pur se nella Firenze di quell’epoca vi era una certa tolleranza verso l’omosessualità, la pena prevista in questi casi era molto severa. Il coinvolgimento di uno dei rampolli della famiglia Tornabuoni, una potentissima famiglia imparentata con i Medici, consentì che l’accusa venisse archiviata e gli imputati tutti perdonati, a condizione di non subire altre denunce in merito. Nel 1478 riceve il primo incarico pubblico, una pala per la cappella di San Bernardo nel palazzo della Signoria, forse mai iniziata, e poi eseguita da Filippino Lippi. In questi anni si occupa nuovamente di pittura e si avvicina alla cerchia di Lorenzo il Magnifico, per il quale probabilmente svolge studi di opere militari ed ingegneristiche. Nel 1481 gli viene commissionata, come pala dell’altare maggiore, l’Adorazione dei Magi, opera mai consegnata e rimasta allo stato di abbozzo. Tra la primavera e l’estate del 1482 Leonardo è a Milano, città di centomila abitanti al centro di una regione popolosa e produttiva, probabilmente inviatovi da Lorenzo il Magnifico, nell’ambito delle sue politiche diplomatiche con le signorie italiane, come ambasciatore del predominio artistico e culturale di Firenze. Leonardo, definito dal Vasari un grandissimo musicista, partecipa, vincendola, ad una gara musicale indetta alla corte sforzesca. Leonardo è affascinato da Milano per l’apertura alle novità scientifiche e tecnologiche causata dalle continue campagne militari. Al suo arrivo scrive una lettera di impiego in cui descrive i suoi progetti di ingegneria, di apparati militari, di opere idrauliche, di architettura e, in ultimo, di pittura e scultura. Inizialmente ebbe un’accoglienza tiepida e alcune difficoltà con la lingua parlata dal popolo. Dovrà attendere il 1483 per una prima commissione dal priore della Confraternita milanese dell’Immacolata Concezione, la pala della Vergine delle Rocce (che doveva essere lo scomparto centrale di un trittico). Leonardo interpreta il programma iconografico in modo originale, raffigurando la scena dell’incontro tra san Giovannino e il Bambin Gesù nel deserto, sia celando riferimenti all’Immacolata Concezione, nell’arido sfondo roccioso, sia nel modo in cui la Madonna vi si fonde attraverso un anfratto, che sembra rievocare il mistero legato alla maternità. Verso il 1485 doveva Già essere entrato nella cerchia di Ludovico il Moro per il quale progetta con versatilità sistemi d’irrigazione, dipinge ritratti, appronta scenografie per feste di corte. Conclusa la Vergine delle Rocce Leonardo dipinge alcune Madonne: Mattia Corvino, da inviare in dono al re d’Ungheria, e la Madonna Litta. In questo periodo mette a frutto gli studi anatomici avviati a Firenze e si interessa ai legami tra fisionomia e i “moti dell’animo”, gli aspetti psicologici e le qualità morali che possiamo trarre dalle caratteristiche esteriori. Su questo tema ci è pervenuto il Ritratto di musicoin cui sono notevoli l’attenzione analitica e il risvolto psicologico nello sguardo sfuggente del soggetto. Di questo periodo è il ritratto di una dama, forse legata alla corte sforzesca, denominata Belle Ferronnière, e la Dama con l’ermellino. Negli anni successivi vi sono varie commissioni ducali e si occupa dei festeggiamenti per le nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona. Le cronache descrivono lo sfarzo degli abiti, il pubblico, gli attori e l’emozione della messa in scena del Paradiso in cui Leonardo inventa il cielo stellato con i sette pianeti creando effetti speciali, giochi di luci e suoni, che restarono a lungo vivi nella memoria dei contemporanei. Il 21 giugno 1490, si reca a Pavia, per una consulenza, con Francesco di Giorgio Martini, architetto e autore del Trattato di architettura, che riprendeva il De architectura di Vitruvio. Sono di questo periodo gli studi di Leonardo sul corpo umano e sulle sue perfette proporzioni che culminano nell’esecuzione del celebre disegno dell’Uomo Vitruviano. In questi anni, seppur lentamente, porta avanti il progetto di un monumento equestre a Francesco Sforza che Ludovico il Moro voleva dedicare alla memoria del padre. Dobbiamo arrivare alla fine del 1493 perché tutto sia pronto per la fusione del “Colosso”, quando una notizia improvvisa, l’imminente calata di Carlo VIII di Francia in Italia, blocca la disponibilità del bronzo, ora da destinare alla fabbricazione di armi per la guerra contro il Regno di Napoli degli Aragonesi. Leonardo ne rimane deluso e amareggiato anche per i nuovi problemi di natura economica causati dalla mancata commissione.

Tra il 1494 ed il 1495, Leonardo riceve l’incarico di affrescare una delle pareti del refettorio dei frati domenicani del convento di Santa Maria delle Grazie. L’artista vi dipinge l’Ultima cena incentrando il soggetto sul momento più drammatico della narrazione evangelica, quando Cristo afferma che sarà tradito da uno dei discepoli. Leonardo riversa in questo autentico capolavoro tutti gli studi da lui compiuti in quegli anni. Gli apostoli sono ritratti a gruppi di tre, come una serie di onde emotive successive, con al centro la figura isolata e dominante del Cristo. Diversamente dall’iconografia tradizionale, non rappresenta Giuda da solo su un lato del tavolo, ma accanto agli altri apostoli. Leonardo non si trovava a suo agio con la tecnica dell’affresco, poiché i veloci temi di asciugatura dell’intonaco richiedevano un tratto deciso e rapido, non compatibile con i lunghi studi, le successive velature e la sua finissima pennellata. Per questo inventò una tecnica mista di tempera e olio su due strati di intonaco che rallentò le fasi di esecuzione dell’opera consentendogli di rendere una maggiore armonia cromatica e gli effetti di luce e di trasparenze a lui cari. L’opera era conclusa nel 1498 ma l’esperimento mostrò il suo limite, per le caratteristiche e l’umidità del luogo, tanto da dover richiedere già nel 1517 il primo di tanti restauri, fino all’ultimo capillare restauro conclusosi nel 1999.

Nel 1496, dopo il successo della messa in scena del Paradiso, si occupa dell’allestimento della Danae di Baldassarre Taccone, con effetti luminosi e un articolato sistema di argani e carrucole per far muovere gli attori al di sopra del palcoscenico. Nel 1496, è stata trovata la nota spese per una sepoltura, che si ritiene abbia riguardato la morte della madre. Nel 1499, Ludovico il Moro è di nuovo in guerra e, in ottobre, i francesi di Luigi XII conquistano la città di Milano. Il 14 dicembre Leonardo fa depositare 600 fiorini nello Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze ed abbandona Milano. Inizia un periodo di viaggi e peregrinazioni che lo conducono a visitare più corti e città, tornando per brevi periodi a Firenze. Visita Mantova ma, pur avendo la possibilità di rimanervi, presto riparte lasciando mai completata un’opera commissionatagli da Isabella d’Este. Leonardo giunge a Venezia nel marzo 1500. Qui venne incaricato di progettare alcuni sistemi difensivi contro la minaccia turca e ideò una diga mobile. Anche da Venezia riparte presto. Dopo aver visitato Roma e Tivoli, nell’aprile del 1501, torna a Firenze, dopo esservi mancato per venti anni. Leonardo, tormentato da problemi economici e bisognoso di lavorare, ottiene, per la rinuncia dell’amico Filippino Lippi, l’incarico di dipingere una pala per l’altare maggiore della santissima Annunziata che, ancora una volta, non porterà a conclusione. I frati si dovettero accontentare di un cartone con la Sant’Anna, poi perduto, che godette di una straordinaria fama tra i contemporanei. Di questo periodo, che vede Leonardo oramai pienamente occupato a Firenze come pittore, è la Madonna dei Fusi. Nel 1502 Cesare Borgia assolda Leonardo in veste di architetto e ingegnere militare e lo incarica di rilevare ed aggiornare le fortificazioni delle città conquistate in Romagna. Leonardo studia per lui macchine volanti, strumenti per la guerra sottomarina, mette a punto un nuovo tipo di polvere da sparo e disegna mappe dettagliate per facilitare le mosse strategico-militari dell’esercito. Dal marzo 1503 è nuovamente a Firenze dove Pier Soderini gli affida l’incarico di decorare una delle grandi pareti del nuovo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, opera grandiosa per dimensioni e per ambizione. Leonardo avrebbe dovuto rappresentare la Battaglia di Anghiari, mentre, sulla parete opposta. Michelangelo Buonarroti, avrebbe dovuto rappresentare la Battaglia di Cascina. Come è ben noto, Leonardo studia una nuova tecnica che si rivela drammaticamente inadatta. Nei fatti, per ragioni diverse nessuna delle due pitture murali viene portata a termine, né si sono conservati i cartoni originali, anche se ne restano alcuni studi autografi e copie antiche di altri autori (tra le migliori c’è quella di Rubens, oggi conservata al Louvre).

Nel 1503 inizia il capolavoro che lo rese celebre nei secoli, la Gioconda, identificata tradizionalmente come Lisa Gherardini (moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo – da cui il nome Gioconda -). Il dipinto, considerato il ritratto più famoso del mondo, va ben oltre i limiti tradizionali del genere ritrattistico. “Leonardo ha lavorato a quest’opera sia come ricercatore e pensatore sia come pittore e poeta; e tuttavia il lato filosofico-scientifico restò senza seguito. Leonardo ha creato con la Gioconda una formula nuova, più monumentale e al tempo stesso più animata, più concreta, e tuttavia più poetica di quella dei suoi predecessori. Prima di lui, nei ritratti manca il mistero; gli artisti non hanno raffigurato che forme esteriori senza l’anima o, quando hanno caratterizzato l’anima stessa, essa cercava di giungere allo spettatore mediante gesti, oggetti simbolici, scritte. Solo nella Gioconda emana un enigma: l’anima è presente ma inaccessibile.”

Il 9 luglio 1504 muore il padre, all’età di 80 anni. Leonardo non è compreso tra i suoi eredi e, dopo una causa giudiziale per il riconoscimento delle sue ragioni, viene escluso dall’eredità liquidata nel 1506. Nei primi anni del 1500 Leonardo dedica particolare attenzione allo studio del volo e al progetto di una nuova macchina volante. Leonardo coltiva l’idea di scrivere un trattato sul volo diviso in quattro capitoli che non riuscirà a completare ma, nel 1505, compila il Codice sul volo degli uccelli (Biblioteca Reale di Torino). Negli anni successivi Leonardo sviluppa ulteriormente gli studi sull’anatomia dei volatili e la resistenza dell’aria e, intorno al 1515, sulla caduta dei pesi e sui moti dell’aria. Da queste conoscenze cerca poi di costruire originali macchine volanti, in alcuni casi messe in opera. Tra il 1506 ed il 1507, Charles d’Amboise e lo stesso Luigi XII invitano Leonardo a tornare a Milano ed egli accetta nel luglio 1508. Il secondo soggiorno milanese, durato fino al 1513, fu un periodo molto intenso. Dipinse la Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino, completò, in collaborazione col de Predis, la seconda versione della Vergine delle Rocce e si occupò di problemi geologici, idrografici ed urbanistici. Studiò, tra l’altro, un progetto per una statua equestre in onore di Gian Giacomo Trivulzio. Dopo la morte del suo sostenitore, Charles d’Amboise, una nuova guerra porta il ritorno degli Sforza a Milano. Il 24 settembre 1514 Leonardo, con gli allievi più vicini Melzi e Salai, parte per Roma dove Giuliano de’ Medici, fratello del papa Leone X, gli accorda il suo favore ottenendo per lui un alloggio in Vaticano. Qui l’artista si dedica ai suoi studi scientifici, meccanici, di ottica e di geometria e cerca fossili sul vicino monte Mario. Si occupa del prosciugamento delle Paludi pontine, ma il progetto, appaltato da Giuliano de’ Medici e approvato da Leone X, non fu eseguito per la morte di Giuliano e di Leone X. A Roma comincia a lavorare al vecchio progetto degli specchi ustori che dovevano servire a convogliare i raggi del sole per riscaldare una cisterna d’acqua, utile alla propulsione delle macchine. Il progetto incontra diverse difficoltà soprattutto per disaccordi con i lavoranti tedeschi, specialisti in specchi, che erano stati fatti arrivare apposta dalla Germania. Contemporaneamente riprende i suoi studi di anatomia ma, una lettera anonima, lo accusa di stregoneria. In mancanza della protezione di Giuliano de’ Medici, in un clima diventato troppo pesante, Leonardo si trova costretto, ancora una volta, ad andarsene. Ora è anziano ed è deciso a lasciare l’Italia in cerca di tranquillità e di qualcuno che lo apprezzi e lo aiuti. Nel 1517 Leonardo parte per la Francia, insieme con Francesco Melzi ed il servitore. Viene onorato del titolo dipremier peintre, architecte et mecanicien du roi e viene alloggiato in un castello, vicino Amboise, con una pensione di 5000 scudi. Gli ultimi tre anni passati in Francia furono sicuramente il periodo più sereno della sua vita, assistito dai due fedeli allievi e, sebbene indebolito dalla vecchiaia e da una probabile trombosi cerebrale che gli paralizzò la mano destra, poté continuare con passione e dedizione i propri studi e le ricerche scientifiche. Il 23 aprile 1519 redasse il testamento davanti al notaio Boreau, a cinque testimoni ed all’inseparabile Francesco Melzi. Morì di lì a poco, il 2 maggio 1519. Il corpo di Leonardo fu inumato nel chiostro della chiesa di Sain-Florentin ad Amboise. Cinquant’anni dopo, violata la tomba, le sue spoglie andarono disperse nei disordini delle lotte religiose tra cattolici ed ugonotti.

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Ipotesi sulla natività di Leonardo da Vinci

Da una lettura delle vicende della vita e la straordinarietà delle opere di Leonardo, risulta forte la curiosità di riferire il suo carattere, il suo genio, i fatti della sua vita, ad una “natività possibile”. Il dato riportato dagli storici è di una nascita per il giorno 15 aprile 1452 (calendario giuliano), tre ore dopo il tramonto del sole. Il nonno Antonio, notaio, in un libro notarile indica che la nascita di Leonardo è avvenuta il “sabato 15 aprile a tre ore di notte” [2]. Il dato riportato nel libro di Lois Rodden “American Book of Charts” porta una nascita per il giorno 23 aprile 1452 (?) alle ore 21 e 40 di ora locale. All’epoca il tempo era misurato con le meridiane (e, pertanto, con un risultato meno preciso nella determinazione dei minuti) e le diverse parti ed ore del giorno venivano definite a partire dal sorgere del sole o dal suo tramonto. Riportando tali notizie al tempo attuale, possiamo constatare che per il 15 aprile 1452 il sole tramonta approssimativamente alle 18,05 di ora di Greenwich. Per la località di Vinci (FI) – lat. 43°N47’; long. 10°E56’ – occorre aggiungere 43 minuti, pertanto dobbiamo riferirci ad un’ora locale intorno alle 21,48. Come in qualunque nascita, osserviamo la figura della sizigia, il plenilunio avvenuto il 4 aprile 1452 alle ore 9,11 di T.U. al grado 23°26’ Ariete. Dominatori della figura sono Marte ed il Sole. Pianeti che testimoniano ed influenzano decisamente i luminari sono Mercurio (posto sotto i raggi) e Saturno (in Bilancia, opposto al Sole ed unito alla Luna), tra decima e quarta Casa, posti non lontano dal meridiano.

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 latitudinideclinazioniDH [3]visibilità[4]
     
Sole+09.131.91
Luna-4.83-13.601.71
Saturno+2.79-03.341.58
Giove-0.86-12.461.41-19.33 (v.)
Marte-1.32-19.503.35-26.69 (v.)
Venere-0.12+15.232.79-16.52 (v.)
Mercurio-0.15+03.181.12-6.15 (n.v.)
Tyche5.81
Daimon5.81

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Aspetti salienti della sizigia

Sole e Luna formano la fase del plenilunio in Case angolari – quarta e decima Casa -. Mercurio e Saturno sono uniti ai luminari e Giove (orientale, ha da poco superato la levata eliaca) testimonia Sole e Luna: il Sole con un largo esagono zodiacale, la Luna per trigono zodiacale e vicinanza di declinazione. L’Ascendente della sizigia è ben testimoniato dalla Luna e da Giove, nonché da Sole, Mercurio e Venere [5]. Giove (esaltazione) e Luna (domicilio) hanno un dominio sull’Ascendente e vi si configurano chiaramente (trigono nel mondo). L’asse dei nodi lunari è unito alla linea dell’orizzonte. Il Sole (luminare visibile) e Mercurio, in decima Casa, sono in dignità di Marte, Sole e Giove. Già queste caratteristiche prefigurano che, determinate nascite che avverranno nei giorni successivi, richiamando gli aspetti fondamentali di questa sizigia, esprimeranno destini importanti e caratteristiche fuori dal comune.

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Che cosa ci si propone in questa esposizione

Il quadro complessivo emerso in questa natività, dove osserviamo una condizione forte di Giove e della Luna, oltre al ripresentarsi dell’angolarità di Mercurio e la figura di opposizione tra Mercurio e Saturno, già presente in sizigia, mi hanno spinto a verificare alcune date di avvenimenti significativi e fondamentali. Ho esteso l’approfondimento su molti eventi, in cui si presentano figure idonee a giustificare questa ipotesi proposta. In questo lavoro vengono mostrate le sole figure che riguardano gli anni in cui dipinge il Cenacolo e la Gioconda, nonché l’epoca del termine della vita.

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Del tema di nascita di Leonardo da Vinci

Per una nascita intorno alle ore 21,48 locali si ripropone l’angolarità di Mercurio e di Saturno e la loro vicinanza al meridiano. Indagando i minuti precedenti e successivi, vi è una scarsità di momenti in cui vi sono isaritmie rispetto al meridiano o all’Ascendente, ad eccezione delle ore 21,06 di T.U. (21,49 di ora locale), in cui il pianeta Mercurio apre, per un solo minuto, una “porta del nascere” (e realizza un’isaritmia) rispetto al grado Ascendente. La scelta di questo momento, rimane aderente a quanto riportato dai biografi e da vari autori.

Si propone, pertanto, la natività stilata per le 21,49 di ora locale (ore 21,06 di T.U.), indicando alcuni aspetti e figure importanti e determinanti:

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 latitudinideclinazioniDHvisibilità
     
Sole+13.102.49
Luna+4.73-00.411.03-22.88 (v.)
Saturno+2.78-03.030.95
Giove-0.90-11.781.56
Marte-1.57-17.462.29
Venere+0.38+19.604.52-18.12 (v.)
Mercurio-2.49+01.600.65-7.81 (n.v.)
Tyche2.49
Daimon2.49

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Nel tema di nascita Saturno e Mercurio sono opposti tra loro e nuovamente vicini al meridiano. Saturno è acronico e Mercurio è mattutino, invisibile e retrogrado, entrambi hanno vicinanza di declinazione alla Luna. La Luna, luminare del tempo, si separa da Giove, signore dei Pesci e del Sagittario. Giove domina e si configura all’Ascendente e testimonia Mercurio, per declinazione, Sole e Venere, per elemento (Acqua/Terra). Marte è orientale al Sole, è unito a Tyche, ha una figura di equidistanza al Sole, un trigono con Saturno, un largo esagono con Mercurio, un quadrato con Venere. Daimon [6] si oppone precisamente al Sole e si configura a Giove. Giove, Luna, Sole, Mercurio, Saturno e Marte testimoniano il grado Ascendente (varietà di situazioni, molti eventi e molte realizzazioni, bellezza fisica – quest’ultima per l’Ascendente e la Luna in segni di Giove, il separarsi della Luna da Giove, la testimonianza di entrambi all’Ascendente -). La figura tra Saturno e Mercurio, entrambi retrogradi, in segni tropici e posti in Case angolari (oltre a rappresentare realizzazioni lasciate incompiute, ritardi, ostacoli, periodici cambiamenti di luogo di residenza, perché coinvolto il meridiano e la Luna, posta in Casa cadente e in segno bicorporeo), conferiscono un’attitudine al ragionamento filosofico, l’esigenza di uno studio ed una ricerca che deve rappresentare un percorso di vita ed in cui si deve andare al fondo delle cose e dove non ci si sente mai pienamente soddisfatti. I diversi domini di Giove, le figure dei nodi al Sole ed alla Luna, la figura di Daimon al Sole ed a Giove, confermano l’operosità, la stima, gli appoggi, il lavoro in diversi campi della conoscenza, il vedere ed il volersi spingere al di là del noto e del conosciuto. Quale ulteriore rapporto tra natività e sizigia, osserviamo che la Luna di nascita si presenta sul grado del Mediocielo della sizigia.

Mercurio, angolare, in Ariete, retrogrado ed invisibile, opposto a Saturno, spinge verso uno studio approfondito di varie discipline curandone gli aspetti e le applicazioni pratiche (per le varie figure che coinvolgono i pianeti rapidi, Mercurio, Venere e Marte [7]). La forza della condizione di Giove, della Luna e di Venere (e delle vicine stelle), indirizzano verso le arti legate alla natura: la pittura, la scultura, la musica – per l’angolarità di Mercurio e la Luna in segno bicorporeo – . L’opposizione tra Saturno – in esaltazione – e Mercurio – angolare – e i domini di Giove, spiegano la sua esigenza di creare (in modo nuovo per l’epoca) un approccio tecnico/scientifico nell’investigazione di varie materie: l’ingegneria, l’architettura, l’idraulica, l’ottica, la matematica, la medicina, negli studi di anatomia e fisiognomica, nelle tecniche di pittura e in molto altro ancora. Ad avvalorare le caratteristiche di un ingegno fuori dal comune e l’importanza dei suoi studi e delle sue opere, possiamo osservare la gran quantità di stelle significative. Mercurio è con la stella del filo australe dei Pesci, Giove è con la stella dell’acqua dell’Acquario, Saturno è con la stella Spica, tutte stelle che nella tradizione favoriscono l’ingegno. Riguardo la pittura, Venere, nelle proprie dignità, visibile, vespertina, configurata al medio cielo, unita alle Iadi, testimoniata da Luna, Giove, Saturno e Marte, costituisce un naturale sbocco di alcune delle sue caratteristiche straordinarie (la componente viscerale e un forte senso del materico percepito nella realtà naturale – per Venere ed il Sole in Toro e la Luna in Pesci – qui conducono a particolari espressioni, creative ed uniche, di forme, colori, luci e trasparenze).

Sui significatori dell’animo, Luna e Mercurio, dominano Giove, Marte e Venere. Giove, Venere, Sole e Mercurio testimoniano i significatori. Giove e Venere, dominano i confini di Luna e Mercurio, e predispongono alla bontà d’animo ad una affabilità e benevolenza. Le stelline unite a Mercurio e a Giove sono indicative di un particolare ingegno, le stelle brillanti unite a Venere e a Saturno, promuovono eventi ed opere importanti. In una valutazione complessiva, per una omogeneità di domini e testimonianze, viene espressa una forza ed un equilibrio delle varie componenti: corpo, anima, mente e spirito; che contribuiscono a creare un “percorso fuori dal comune”, unico ed originale, in cui “prendono forma e concretezza” delle opere straordinarie.

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Dei tempi futuri, la realizzazione dell’Ultima Cena (1494/1495)

L’epoca in cui a Leonardo viene commissionato l’affresco del Cenacolo è un momento di condizioni economiche non buone ma in cui realizza, per la maturità artistica, tecnica e culturale, una sintesi delle esperienze acquisite fino a quel momento esprimendovi il suo straordinario talento (non solo artistico). Nell’argomento dell’agire, delle attività e delle opere dell’ingegno, nel moto delle direzioni primarie, dobbiamo aspettarci il formarsi di aspetti significativi innanzitutto di Venere: che alla nascita domina e si configura al Mediocielo ed a Saturno; di Saturno, posto in decima Casa; di Mercurio, che domina (per triplicità) il Mediocielo e si configura, così come Giove, a Saturno ed a Venere, alla Luna ed al Sole; di Mercurio, di Marte, della sorte di Fortuna e di Daimon. Proponiamo, pertanto, la figura di direzione calcolata per il 30/6/1494 (arco di direzione 41,56).

Nel cerchio interno indichiamo le direzioni nel moto diurno, nel cerchio esterno le direzioni nel moto zodiacale, da osservare entrambe [8]. Inoltre, la legenda in figura indica i confini [9] a cui sono giunti gli astri:

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 ConfiniDeclinazioniDH
    
OroscopoVenere-22.406.00
MediocieloMercurio-16.210.00
SoleGiove/Venere+22.190.75
LunaVenere+11.743.76
SaturnoSaturno-19.161.92
GioveMarte+08.784.02
MarteVenere+03.944.60
VenereMarte+23.510.96
MercurioSaturno+18.352.17
FortunaVenere+02.435.72
DaimonGiove/Venere-22.210.33

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Venere diretta (DH 0,96) giunge all’opposizione di Saturno di nascita (DH 1,03);

Saturno diretto (25°22’ Scorpione) giunge all’opposizione di Venere di nascita (25°38’ Toro);

Venere diretta (DH 0,96) giunge all’equidistanza della Luna di nascita (DH 1,03);

La Luna diretta (DH 3,76) giunge al trigono di Venere di nascita (DH 4,52);

Marte diretto (DH 4,60) giunge all’equidistanza di Venere di nascita (DH 4,52);

Il Sole diretto (DH 0,75) giunge all’equidistanza di Mercurio di nascita (DH 0,65);

Mercurio diretto (DH 2,17) giunge all’unione di Marte di nascita (DH 2,29);

Marte diretto (9°56’ Ariete) giunge all’unione di Mercurio di nascita (9°48’ Ariete);

La Luna diretta (DH 3,76) giunge al quadrato del Sole di nascita (DH 2,49);

Giove e Luna diretti (DH 4,02 e DH 3,76) sono giunti al trigono del Mediocielo;

Saturno diretto (DH 1,92) giunge al trigono dell’Ascendente;

Tyche e l’Attività dirette (DH 5,72, DH 5,88) giungono all’Ascendente e in quadrato al Mediocielo;

Daimon diretto (DH 0,33) è ancora unito al Mediocielo.

Venere e Saturno, tra il 1494 ed il 1495, diventano cronocratori di Sole, Luna, Mercurio, Tyche e Daimon. Come vedremo, nella rivoluzione solare del 1494, Venere e Saturno fanno il loro ingresso, rispettivamente, nello spazio di perfezione dell’Anno (Venere) e del Mediocielo (Saturno). Inoltre, si precisano varie figure al Mediocielo (Venere e Saturno, in forma reciproca, e Giove e Luna, che giungono al trigono del Mediocielo) ed all’Ascendente, nonché vari aspetti dei pianeti rapidi, VenereMercurio e Marte.

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La rivoluzione dell’anno

Dopo l’esame dei moti di direzione osserviamo la rivoluzione solare integrata dagli spazi di perfezione (o profezione) del periodo [10]. La rivoluzione è stata calcolata per il luogo di nascita (Vinci: lat. 43°47’N; long. 10°56’E) e il giorno 16.4.1494 alle ore 1,13 di  T.U. (ore 2,13 di fuso) dei tempi attuali.

Nell’ambito previsionale, il ciclo delle perfezioni indica i pianeti della rivoluzione che hanno particolari diritti nel periodo e ci aiuta a capire se gli eventi indicati in direzione, con degli aspetti che mantengono un vigore ed un’efficacia per due/tre anni, si realizzeranno proprio in quest’anno ed il modo, la qualità con cui questo avviene [11].

In ogni rivoluzione solare si osservano sempre gli spazi di perfezione dell’Anno (dell’Ascendente od oroscopo), da cui traiamo i signori dell’Anno, e della Luna. Per l’argomento della professione osserveremo anche gli spazi di perfezione del Sole e del Mediocielo, limitandoci qui a dei dati evidenti ed essenziali.

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 latitudinideclinazioniDHvisibilità
     
Sole+13.092.32
Luna-2.10+04.664.98
Saturno-1.75-08.854.77-17.66 (l.e.)
Giove+1.37+11.655.12
Marte+0.10+16.271.65-8.90 (n.v.)
Venere+4.28+27.191.39-31.07 (v.)
Mercurio-0.64+11.322.50-1.36 (n.v.)
Tyche3.34
Daimon3.34

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Perfezioni e figure della rivoluzione solare del 1494

Saturno, orientale al Sole, ha da poco superato la levata eliaca, è in prima Casa di rivoluzione, domina il Mediocielo di nascita e si presenta nella perfezione del Mediocielo configurandosi al Mediocielo annuale.

Il Sole, Mercurio e Marte sono in esagono all’Ascendente. Venere è in quadrato all’Ascendente ed opposta al Mediocielo. Il nodo lunare nord è in trigono all’Ascendente. Saturno, Giove e la Luna, tra prima e settima Casa, si configurano al Mediocielo. Inoltre, in questa figura, il grado Ascendente della nascita ora culmina. La Luna di rivoluzione si separa dal trigono di Sole e Mercurio, dall’unione di Giove, dall’esagono di Daimon, dall’opposizione di Saturno; si applica al trigono di Marte e al quadrato di Venere.

Venere, signora della perfezione dell’Anno [12] (con Mercurio) si presenta nello spazio dell’Anno e riceve il quadrato sovreminente di Saturno (che è in prima Casa di rivoluzione, è signore dell’Ascendente di rivoluzione, si presenta sul grado della Luna di nascita).

Giove, signore della perfezione della Luna [13] (con Mercurio) si presenta nello spazio della Luna, è in trigono a Sole, Mercurio e Marte, è opposto a Saturno ed osserva il Mediocielo, si oppone al suo grado di nascita.

Saturno, signore della perfezione del Mediocielo (con Giove) si presenta nello spazio del Mediocielo e si oppone a Luna e Giove di rivoluzione.

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Dei tempi futuri, il ritratto della Gioconda (1503)

Nel 1503 Leonardo inizia il capolavoro che lo renderà celebre nei secoli, la Gioconda. Il dipinto, considerato il ritratto più famoso al mondo, va ben oltre i limiti tradizionali del genere ritrattistico, in cui egli esprime, ancora una volta, il suo straordinario talento. Proponiamo la figura di direzione calcolata per il 15/4/1503 (arco di direzione 50,64).

Nel cerchio interno indichiamo le direzioni nel moto diurno, nel cerchio esterno le direzioni nel moto zodiacale, da osservare entrambe [14]. Inoltre, la legenda in figura indica i confini [15] a cui sono giunti gli astri:

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 ConfiniDeclinazioniDH
    
OroscopoMarte-20.686.00
MediocieloGiove-18.680.00
SoleMarte+23.071.45
LunaMercurio+15.064.35
SaturnoGiove-20.972.54
GioveVenere+12.594.55
MarteMarte+08.425.11
VenereVenere+23.150.19
MercurioMercurio+20.352.78
FortunaMercurio+07.065.68
DaimonMercurio-23.090.94

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Venere diretta (DH 0,19) giunge all’opposizione del Mediocielo;

Luna e Giove diretti (DH 4,35 e DH 4,55) giungono all’equidistanza di Venere di nascita (DH 4,52);

Venere diretta (9°46’ Cancro) giunge al quadrato di Mercurio di nascita (9°48’ Ariete);

Il Sole diretto (DH 1,45) giunge al quadrato di Venere di nascita (DH 4,52);

Il Sole diretto (DH 1,45) giunge all’unione di Giove di nascita (DH 1,56);

Giove diretto (3°07’ Toro) giunge all’unione del Sole di nascita (4°37’ Toro);

Marte diretto (DH 5,11) giunge al quadrato di Saturno di nascita (DH 0,95);

Daimon diretto (DH 0,94) giunge all’equidistanza di Saturno e di Mercurio di nascita (DH 0,95 e DH 0,65);

Daimon diretto (DH 0,94) giunge all’opposizione della Luna di nascita (DH 1,03);

Mercurio diretto (0°40’ Gemelli) giunge al quadrato di Giove di nascita (1°36’ Pesci);

Il Sole diretto (DH1,45) giunge al trigono di Tyche di nascita (DH 2,49);

Saturno diretto (DH 2,54) giunge all’equidistanza del Sole di nascita (DH 2,49);

Il Sole diretto (DH 1,45) giunge all’esagono del Sole di nascita (DH 2,49);

Eros diretta (DH 0,64) giunge all’unione di Mercurio di nascita (DH 0,65).

Mercurio, nel 1503, diventa cronocratore di Mercurio. Come vedremo, nella rivoluzione solare del 1503, Mercurio fa il suo ingresso, in un segno solido, nello spazio di perfezione di Tyche, e testimonia Marte, signore del periodo, per il suo presentarsi nella perfezione dell’Anno.

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La rivoluzione dell’anno

Dopo l’esame dei moti di direzione osserviamo la rivoluzione solare integrata dagli spazi di perfezione. La rivoluzione è stata calcolata per il luogo di nascita (Vinci: lat. 43°47’N; long. 10°56’E) e il giorno 16.4.1503 alle ore 5,28 di T.U. (ore 6,28 di fuso) dei tempi attuali.

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 latitudinideclinazioniDHvisibilità
     
Sole+13.095.04
Luna-5.02-28.464.16
Saturno-0.60+22.913.30
Giove-0.33+21.954.94-27.18 (v.)
Marte-1.31-04.433.30-14.73 (t.e.)
Venere-0.54+14.635.33-6.03 (l.e.)
Mercurio+2.34+19.885.46-13.80 (l.e.)
Tyche3.21
Daimon3.21

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Perfezioni e figure della rivoluzione solare del 1503

Giove è in prima Casa e testimonia il Mediocielo, la Luna e Marte. Il Sole,Venere e Mercurio sono sorti da poco e testimoniano Marte (per segno). La Luna è in quadrato sovreminente a Marte (signore dell’Anno per la sua presenza nella perfezione dell’Anno) e riceve l’opposizione di Giove e di Saturno (signori della perfezione dell’Anno e del Mediocielo) e l’esagono di Mercurio. La Luna di rivoluzione, si trova nel suo ventre meridionale, si separa dall’opposizione di Giove, dal trigono del nodo lunare, dal quadrato di Marte, dal quadrato di Daimon; si applica all’opposizione di Saturno, all’unione di Tyche, al trigono del Sole.

Marte si presenta nella perfezione dell’Anno, è in quadrato alla Luna, in esagono a Giove e in opposizione a Daimon (e si presenta sul grado della Luna di nascita).

Venere e Mercurio, signori della perfezione della Luna e di Tyche, si presentano nello spazio di Tyche (e sui gradi di Venere e del Sole di nascita).

Giove, signore della perfezione dell’Anno e del Mediocielo, si presenta nello spazio della Luna (e si oppone alla Luna ed allo spazio del Mediocielo).

La Luna si presenta nella perfezione del Mediocielo e si oppone ai due dominatori dello spazio del Mediocielo, Giove e Saturno.

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Ricercare l’afeta e definire i tempi della vita

Alla luce dei principi della dottrina classica, per l’argomento della vita dobbiamo ricercare l’elemento che rappresenti, in primo luogo, la qualità afetica. I momenti in cui vi è pericolo grave per la vita l’afeta è fortemente testimoniato da uno dei pianeti malefici. Per il termine della vita, solitamente, oltre alla figura prioritaria dell’afeta “offeso” dai malefici, vi sono figure dei malefici al luminare del tempo (la Luna in nascita notturna ed il Sole in nascita diurna) e/o ai luminari (Sole o Luna, anche se non afeti). Per questa ipotesi di nascita delle ore 21,06 di T.U. (21,49 di ora locale), la Luna ed il Sole non possono essere afeti, poiché sono entrambi sotto la linea dell’orizzonte, pertanto afeta è il grado Ascendente. Per l’epoca della morte di Leonardo, il 2 maggio 1519 – arco di direzione 67,30 -, si realizza una chiara figura aneretica. Marte, nel suo moto orario, giunge precisamente al grado Ascendente (la vita ed il corpo fisico).

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 ConfiniDeclinazioniDH
    
OroscopoMarte-14.606.00
MediocieloGiove-21.920.00
SoleMarte+23.442.75
LunaMarte+19.785.45
SaturnoMercurio-23.063.69
GioveGiove+18.205.54
MarteMercurio+15.415.94
VenereSaturno+20.751.24
MercurioVenere+22.783.91
FortunaMercurio+14.434.71
DaimonMercurio-23.432.07

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Marte diretto (DH 5,94) è unito al grado Ascendente [16];

Luna e Giove diretti (DH 5,45 e DH 5,54) sono in trigono con il Sole di nascita (DH 2,49);

Mercurio diretto (16°04’ Gemelli) è in quadrato alla Luna di nascita (15°25’ Pesci);

Mercurio diretto (16°04’ Gemelli) è in trigono a Marte di nascita (16°25’ Acquario);

Mercurio e Basis diretti (DH 3,91 e DH 4,21) sono giunti al trigono del Mediocielo;

Venere diretta DH 1,24) è ancora unita alla Luna di nascita (DH 1,03);

Saturno diretto (DH 3,69) giunge al quadrato di Daimon di nascita (DH 2,49);

Saturno diretto (DH 3,69) giunge sulla cuspide dell’ottava Casa;

Tyche diretta (DH 4,71) giunge al trigono di Mercurio di nascita (DH 0,65);

Daimon diretto (DH 2,07) giunge al trigono dell’Ascendente;

LAudacia diretta (DH 0,73) è in equidistanza a Saturno e a Mercurio di nascita (DH 0,95 e DH 0,65);

La Necessità diretta (DH 5,58) giunge al quadrato di Mercurio di nascita (DH 0,65);

La Necessità diretta (DH 5,58) giunge al trigono di Giove di nascita (DH 1,56).

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Considerazioni

In questo fase di vita, Marte è il cronocratore della Luna (luminare del tempo) e del Sole (luogo vitale). Nel periodo, Marte diventa cronocratore del grado Ascendente. Nei moti primi, Marte giunge al grado Ascendente. Nella figura di rivoluzione solare, in cui vedremo che la Luna (nella fase repulsiva di natura marziana, che si realizza subito dopo il plenilunio) si applica a Marte ed a SaturnoMarte si presenta nella perfezione dell’Anno, in segno tropico, ed indica con forza e in modo chiaro il termine della vita.

Come altri aspetti nei moti primi, notiamo il giungere di un malefico (Saturno) sulla cuspide dell’ottava Casa. Si realizza il quadrato tra Mercurio e Luna, a segnalare il processo di “separazione” delle componenti di anima e corpo (si dissolve la “crasis”). E’ ancora presente l’unione tra Venere e la Luna e vi è la figura di trigono tra Sole, Giove e Luna. Potremmo dire, per questi ultimi aspetti, che ora risulta dolce e agevole, rapido e fluido il passaggio da una “condizione fisica e materiale” ad ”altro”.

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La rivoluzione dell’anno

Dopo l’esame dei moti di direzione osserviamo la rivoluzione solare integrata dagli spazi di perfezione. La rivoluzione è stata calcolata per il luogo di nascita (Vinci: lat. 43°47’N; long. 10°56’E) e il giorno 16.4.1519 alle ore 2,26 di T.U. (ore 3,26 di fuso) dei tempi attuali.

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 latitudinideclinazioniDHvisibilità
     
Sole+13.093.74
Luna+1.19-15.972.83
Saturno+0.14-21.562.96
Giove+1.58-04.344.63
Marte+1.90+23.882.92
Venere-0.48+15.053.24-7.11 (v.)
Mercurio-2.68+02.234.67-6.97 (n.v.)
Tyche5.09
Daimon5.09

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Perfezioni e figure della rivoluzione solare del 1519

È una figura plenilunica, indicativa di un cambiamento. La Luna di rivoluzione si separa dal’opposizione di Sole e Venere e si applica al trigono di Marte, all’esagono di Saturno, al quadrato di Tyche.

Marte, domina e si presenta nella perfezione dell’Anno, si configura a Luna, Sole, nonché, all’altro malefico, Saturno. Marte fa il suo ingresso come cronocratore dell’Ascendente, si presenta nello spazio e domina, inoltre, i principali spazi di perfezione (Anno, Sole, Tyche e Mediocielo).

La Luna si presenta nella perfezione del Sole (dominata da Marte) ed il Sole vi si oppone. La Luna, dicevamo, si applica a Marte (presente nella perfezione dell’Anno) ed a Saturno.

Giove si presenta nella perfezione della Luna (unito a Daimon), domina il Mediocielo di rivoluzione e riceve l’opposizione di Mercurio, il quadrato di Marte e di Saturno.

Mercurio si presenta nella perfezione del Mediocielo (dominato da Marte) si oppone a Giove e a Daimon e si pone in quadratura (per segno) a Marte ed a Saturno.

Tyche si presenta nella perfezione della sorte di Fortuna (dominata da Marte).

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NOTE

[1] Notizie tratte da wikipedia e dalle seguenti pubblicazioni sulla vita e le opere di Leonardo: ArtBook, Leonardo – Un uomo universale agli estremi confini della mente e dell’arte, Leonardo Arte S.r.l., Milano, 1998; Berdini F., Magia e Astrologia nel Cenacolo di Leonardo, Editalia S.p.A., Roma, 1982; Editing S.r.l. G. Charlie, Leonardo Uomo del Rinascimento Genio del futuro, Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara, 2002; Prette M.C., De Giorgis A., Leggere L’Arte, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 1999.

[2] Notizie tratte da wikipedia.

[3] La distanza oraria si riferisce alla suddivisione del giorno in 24 ore ed è la misura oraria dell’astro osservato nella sua posizione relativa rispetto alla linea meridiana (asse fondocielo/mediocielo) ed alla linea dell’orizzonte (asse ascendente/discendente). I valori in distanza oraria (DH) indicati nella figura di direzione partono da un valore zero in prossimità del meridiano e determinano i quattro quadranti di sei ore l’uno del cerchio completo, nel seguente modo: dal fondocielo all’ascendente e dal fondocielo al discendente da 0 a 6 ore; dal mediocielo all’ascendente e dal mediocielo al discendente da 0 a 6 ore. Questo significa dire che l’astro situato esattamente sulla cuspide della seconda, dell’undicesima, della nona e della quinta Casa ha un valore di distanza oraria pari a 2 ore (DH 2.00); l’astro situato precisamente sulla cuspide della prima, della dodicesima, dell’ottava e della sesta Casa ha un valore di distanza oraria di 4 ore (DH 4.00), e così via.

[4] In questa colonna viene fornito il dato della visibilità degli astri per il giorno della nascita. Con la sigla v. intendiamo “visibile” o fuori dai raggi del Sole; con la sigla n.v. intendiamo “non visibile” o sotto i raggi (invisibilità e combustione). Con la sigla l.e. intendiamo la “levata eliaca” (mattutina o vespertina), con t.e. intendiamo il “tramonto eliaco” (mattutino o vespertino). 

[5] Quale elemento aggiuntivo, è sempre di un certo interesse valutare le forme (propriamente visive) che si generano osservando la figura nel suo complesso (di sizigia, di nascita e delle rivoluzioni solari) che, in dati casi, come vedremo nelle figure di Leonardo, esprime molte relazioni (aspetti e figure planetarie) e forme geometriche, varie e dalle molte sfaccettature, che troviamo quando chi nasce (per “l’energia di base” ed il “movimento di energie” che osserviamo nelle figure annuali) ha la capacità di “svolgere” in un “movimento ampio” le proprie caratteristiche personali (talenti e risorse individuali) e servirsi delle possibilità offerte dall’ambiente in cui vive ed opera – a rappresentare una grande “energia” vitale e realizzativa, l’apertura e la vastità delle esperienze, un’ampiezza di orizzonti e di vedute -.

[6] Per questa e per le altre sorti indicate nell’articolo ci riferiamo al sistema di calcolo successivo a quello adottato da Placido Titi e da Adriano Negusanzio. Qualche anno dopo la morte di Placido, nella ristampa della Coelestis Philosophia del 1675, Francesco Brunacci e Francesco Maria Onorati propongono un metodo di calcolo che mantiene la stessa struttura del calcolo del Placido ma viene svolto interamente sull’equatore operando con l’ascensione obliqua dell’oroscopo e con le ascensioni miste (am) dei luminari, ovvero con le aoch nell’emisfero ascendente e con le doch in quello discendente, in modo da ottenere l’ascensione mista della sorte. Sulle argomentazioni teoriche e le modalità del calcolo, si segnala l’articolo pubblicato all’interno del sito www.cieloeterra.it dell’associazione Cielo e Terra “La sorte oraria, il vero oroscopo lunare”, di Marco Fumagalli, che amplia quanto già indicato nell’altro suo articolo “il calcolo delle sorti secondo Placido Titi” (pubblicato su Linguaggio Astrale n. 103 di giugno 1996).

[7] Se i tre astri, Marte, Venere e Mercurio, significatori naturali delle attività, sono configurati tutti e tre tra loro, in vario modo, consentono una più diretta comunicazione delle attitudini nel loro complesso (manuali, tecniche e concettuali) spesso e solitamente indicano un’abilità manuale.

[8] La direzione nel mondo è quando un astro si muove nel suo moto diurno, però, muovendosi nel suo moto diurno resta fermo nel suo grado zodiacale, allora la sua virtù rimane impressa in questo grado zodiacale.

La direzione nello zodiaco è quando un astro rimane fisso nella sua posizione nel mondo e tutti i gradi dello zodiaco salgono a lui. Allora, dire che un astro rimane fisso nella sua posizione nel mondo, ad esempio in decima Casa, è dire che la sua virtù nel mondo permane e non si muove, e tutti i gradi dello zodiaco salgono indicando i cambiamenti e il mutare delle cose.

[9] Il confine è la prima delle due dignità minori e consiste nella divisione di ciascun segno zodiacale in cinque settori di ampiezza variabile, ognuno dei quali viene assegnato ad uno dei cinque pianeti, esclusi i due luminari. I sistemi di divisione dei segni in confini riportati nell’astrologia classica sono tre: un sistema caldeo, uno egizio (a cui ci si riferisce nell’articolo) ed uno tolemaico. Il criterio di attribuzione dei confini sembra essere in relazione, come dice lo stesso Tolemeo, con i tempi ascensionali dei segni, ma sicuramente è stato successivamente corretto in base all’esperienza. Il confine ha molta forza ma il suo effetto è limitato nel tempo e riguarda i mutamenti brevi. È detto anche “termine” (spiegazione contenuta nel glossario del sito www.cieloeterra.it).

[10] Profezione o perfezione di un punto della sfera locale è il suo spostamento, nel senso del moto diurno, attraverso i circoli orari delle 12 case, in modo tale che in 1 anno percorra lo spazio di una casa, e dopo 12 anni ritorni al punto iniziale. Il segno nel quale cade la perfezione prende il nome di “segno di perfezione” e, nel caso che il punto “proferito” sia l’oroscopo (l’ascendente), è detto segno dell’anno (spiegazione contenuta nel glossario del sito cieloeterra.it). Per il calcolo si veda l’articolo di Giuseppe Bezza “La profezione. Come si calcola, come si interpreta.”, pubblicato su Linguaggio Astrale 104, settembre 1996.

[11] Si intende dire che può proporsi un giudizio compiuto con le tecniche esposte. Altre osservazioni: esame delle principali sorti caldee, della natura delle stelle fisse, dei cronocratori (signori dei confini o divisori), integrano ed arricchiscono le informazioni complessive, che non costituiscono l’oggetto di questo lavoro e consentono di qualificare meglio periodi della vita favorevoli o “critici” e la natura degli eventi.

[12] Quando la perfezione (o profezione) giunge al segno del Cancro o del Leone, si prende come signore dello spazio di perfezione, rispettivamente, il divisore (o confine) della Luna o del Sole di questo periodo.

[13] Si rimanda alla nota precedente.

[14] Si rimanda alla nota 8.

[15] Si rimanda alla nota 9.

[16] Il permanere, in alcuni casi, di un minimo scarto rispetto alla precisione della figura, è dovuto al fatto che il momento della nascita, l’apertura della porta, non è un solo istante, bensì una quantità sensibile di tempo che può durare pochi secondi ma, alcune volte, raggiungere e superare il minuto. All’interno di questo pur brevissimo spazio di tempo si giustificano le minime differenze rispetto alla precisione assoluta dell’aspetto di direzione primaria.